
A Palazzo delle Orsoline oggi si è discusso di questioni finanziarie, di 13.esima AVS, di siccità e di molto altro. Sono tutti temi che sono stati trattati durante il tradizionale incontro tra il Consiglio di Stato e la Deputazione ticinese alle Camere federali. E sono le questioni finanziarie, declinate in più aspetti - in particolare quello del crescente trasferimento di oneri dalla Confederazione ai Cantoni - quelle che più preoccupano ad oggi il Consiglio di Stato, che stamattina nel tradizionale incontro con la Deputazione ticinese a Berna, le ha tematizzate in vista della sessione autunnale alle Camere federali.
«Servono risorse»
«Vediamo sempre più che la Confederazione tende a trasferire maggiori compiti ai Cantoni, ma toglie le risorse necessarie per portare avanti questi compiti», spiega la presidente del Governo, Marina Carobbio Guscetti. «Questo ci preoccupa perché aumenta le disparità fra i Cantoni come il Ticino, che sono già in difficoltà finanziaria ma hanno numerosi compiti che devono assolvere. Pensiamo alla questione del mercato del lavoro, alla difficoltà delle famiglie, al potere d'acquisto, all'aumento dei premi di cassa malati. Ecco, questi sono ancora più penalizzati rispetto ad altri Cantoni». Il Governo è quindi entrato nel merito di alcuni dossier puntuali, prosegue Carobbio, «che vanno nella direzione di dare meno risorse al Cantone o di non dare i mezzi sufficienti». In particolare, evidenzia, «abbiamo chiesto alla Deputazione ticinese di stare molto attenta al fatto che è giusto riconoscere la possibilità di stare sul territorio svizzero le persone che vivono il conflitto in Ucraina, ma la Confederazione non deve tagliare i mezzi per la possibilità di integrazione e di accesso al mondo del lavoro portato avanti dai Cantoni. Oppure è stata approvata una mozione che vuole dare alla Confederazione le risorse supplementari derivate dalla 13.esima AVS. Noi riteniamo importante che sia stata introdotta la tredicesima AVS, ma pensiamo che le risorse necessarie al suo finanziamento non vanno date dai Cantoni, ma vanno cercate in altri ambiti».
Focus sulla perequazione
Una questione, quella finanziaria, che sta particolarmente a cuore anche al presidente della Deputazione, Bruno Storni, che tra l'altro a breve sarà accolto nella sua Gordola per i festeggiamenti ufficiali dedicati all'incarico che ricopre per il 2026. Alla domanda sul dossier che più impegnerà i deputati a Berna nei prossimi mesi non ha dubbi. «Il grande tema è comunque la perequazione intercantonale che sappiamo ci penalizza. Il Canton Ticino è in una situazione che non rientra nei parametri di tutti gli altri Cantoni, quindi è un po' disfunzionale dal punto di vista fiscale ed economico e qui dobbiamo cercare di adottare dei criteri che considerano la particolarità del Ticino».
Siccità, canicola e ristorni
Tra gli argomenti al centro del dibattito anche il progetto federale Trasporti 45, siccità e canicola, con la richiesta di misure legislative a livello federale e i ristorni dei frontalieri, con la sospensione parziale in attesa di un dialogo tra Berna e la Regione Lombardia. Tutti temi che saranno sui banchi dei deputati in autunno. Ma qual è, in questo quadro, la sfida più grande? «La discussione con il Consiglio di Stato è sempre un po' animata». replica Storni. «Noi a Berna abbiamo un certo ruolo, possiamo chiaramente sostenere il Consiglio di Stato in tante battaglie che sta facendo. Cerchiamo tutti di fare il bene del Ticino. Però dobbiamo considerare che quando si è a Berna si vede anche il resto della Svizzera e lì si vede che non siamo gli unici a voler qualcosa, quindi bisogna essere anche un po' pragmatici, sapere dove si può ottenere qualcosa e dove forse è meglio lasciare perdere».

