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Ticino
"Governo, così si risparmia!"
"Governo, così si risparmia!"
"Governo, così si risparmia!"
Redazione
10 anni fa
Bignasca e Frapolli presentano la loro ricetta anticrisi, una misura di risparmio da 45 milioni "non a scapito del contribuente"

La manovra di rientro presentata dal Governo è troppo sbilanciata sul fronte delle entrate. È quanto sostengono i deputati Boris Bignasca e Gianmaria Frapolli, secondo i quali è necessario riequilibrare le finanze tagliando sulle spese.

Una proposta in tal senso è stata inviata oggi al Consiglio di Stato da parte dei due deputati leghisti. Le misure di risparmio presentate riguardano la Cancelleria cantonale, il Dipartimento della sanità e della socialità, il Dipartimento delle istituzioni e il Dipartimento delle finanze e dell’economia.

Da queste misure sono esclusi i Dipartimenti leghisti: il Dipartimento del territorio di Claudio Zali non è infatti toccato da misure straordinarie, mentre il Dipartimento delle istituzioni di Norman Gobbi dovrebbe aumentare le entrate grazie alle tasse di naturalizzazione.

Per quel che riguarda la Cancelleria, la proposta è quella di “plafonare le spese a 20 milioni”, accorpando diversi uffici e competenze (consulenza giuridica, servizio ricorsi, servizio protezione dati, servizio dell'informazione, ufficio della legislazione, segretariato per rapporti con la confederazione, cooperazione transfrontaliera…). Ciò garantirebbe un risparmio di 8 milioni di franchi all'anno.

Ben 28 milioni di franchi verrebbero risparmiati dal DSS di Paolo Beltraminelli, 20 dei quali se venissero tolti i sussidi RIPAM e l’assistenza ai detentori di permessi B. “Secondo gli accordi di libera circolazione i Permessi B devono dimostrare di potersi mantenere. A chi non può mantenersi dev'essere revocato il permesso”, sostengono i due deputati.

Gli altri 8 milioni verrebbero risparmiati in caso di "plafonatura" delle spese per i rifugiati. Il Cantone non dovrebbe spendere un centesimo in più di quanto rimborsato dalla Confederazione. 

Il Dipartimento delle finanze e dell’economia di Christian Vitta potrebbe a sua volta risparmiare 9 milioni limitando le spese del Centro sistemi informativi a 30 milioni di franchi annui. “Le spese del CSI sono aumentate in modo esponenziale. Molti sono i mandati dati all'estero in particolare in Italia”, sostengono Frapolli e Bignasca.

Il Dipartimento delle istituzioni, come già detto, potrebbe invece guadagnare mezzo milione di franchi all'anno aumentando le tasse di naturalizzazione.

"Queste misure – sostengono i due deputati - permetteranno 45.5 milioni di risparmio, certamente non a scapito del contribuente".

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