
Nemmeno l’incontro di stamattina è riuscito a mettere d’accordo Governo e sindacati sul risanamento della Cassa pensioni e la riforma della LORD, la legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti e la legge stipendi. Non c’è unità di vedute. Per i sindacati il Governo dimostra scarsa volontà di intavolare trattative serie. Secondo il Governo invece i sindacati devono capire che per quanto nobili, certe rivendicazioni non sono sostenibili, semplicemente perché mancano i soldi. Comunque il Consiglio di Stato è intenzionato a procedere, portando avanti almeno i punti condivisi. Proponendo quindi una revisione parziale. E prepara un messaggio all’indirizzo del Parlamento che tiene in considerazione l’esito del voto di fine novembre, con cui il popolo ha respinto il principio di abolire gli aumenti salariali automatici per i dipendenti dello Stato a vantaggio della meritocrazia. Nel nuovo messaggio, gli aspetti legati alla legge stipendi non vengono toccati. Ma in futuro, afferma il Governo, sarà necessario chinarsi su un nuovo e più equo sistema retributivo per il personale dell’amministrazione pubblica. Resta in fase di stallo per il momento il risanamento della Cassa pensioni. Novità legislative introdotte a livello federale obbligano il Cantone a una serie di verifiche, per capire se il lavoro svolto in Ticino è compatibile con le nuove norme fissate da Berna. Seguiranno trattative con i partner sociali, che per ora ribadiscono il malcontento.Matteo Bernasconi
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