
Alle dieci e trenta di questa mattina ha riaperto il Passo del Gottardo dopo la stagione invernale. Un addetto alle strade del Canton Uri ha aperto la barriera e le auto già incolonnate hanno potuto proseguire il loro serpentone fino in vetta e poi di là, oltre le Alpi. Una riapertura, la cui data è dettata dal clima, ma i cui modi sono sempre gli stessi, come riconosce il responsabile del V° Reparto di Gendarmeria Stradale della Polizia cantonale, il capitano Marco Guscio: “È una situazione un po’ folkrostica, ma cerchiamo di mantenere un po’ questa tradizione. Ci incontriamo con i colleghi urani per dare un po’ questo segnale”. Un riavvicinamento, insomma, che sul passo è più vivo che in galleria. Ma non si parla solo di sentimenti: “È un’apertura anche importante dal punto di vista della viabilità. Il traffico sul Gottardo conta una decina di migliaia di veicoli al giorno, sono veicoli che vengono distolti dalle colonne davanti alla galleria”.
Per tutta l’estate, quindi, si potrà puntare verso l’alto se non si vuole attendere davanti al tunnel, anche se non è escluso che qualche volta la strada del passo venga chiusa: “Ci sono dei settori nel Canton Uri”, spiega Guscio, “che sono sensibili da punto di vista geologico, ci potrebbero essere delle cadute di massi o delle piccole slavine. Però, di regola, sarà aperto h24 come d’abitudine”.
L’apertura del Passo, però, è appunto anche tradizione. Così c’è la griglia ha ricominciato a crepitare cuocendo famigerati cervelat e bratwurst: “Arrivano a dirmi che sono i più buoni di tutta la Svizzera, io se lo dicono gli altri ci credo”, racconta chi li prepara.
Poi c’è chi finalmente può andare a ritrovare gli amici dall’altra parte. “Io vengo quasi tutti gli anni, perché vado a trovare i miei amici nel Canton Uri, in modo particolare il macellaio di Andermatt, perché fa il miglior fleischkäse di tutta la Svizzera, almeno per me lo è”. Insomma, tra il serio e il faceto, ha riaperto il passo delle eccellenze.
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