
La costruzione di una seconda canna al San Gottardo è necessaria per garantire il collegamento stradale con il canton Ticino. È quanto propone di stretta misura (7 voti contro 6) la Commissione dei trasporti del Consiglio degli Stati, in vista del risanamento della galleria autostradale. Tuttavia, alla fine dei lavori andrà - come oggi - utilizzata un'unica corsia.
Secondo la maggioranza della commissione, l'articolo costituzionale relativo alla protezione delle Alpi sarà così rispettato e potrà essere trovata una soluzione ragionevole dal profilo finanziario e funzionale, che tenga conto non solo delle esigenze del Ticino, ma anche della Svizzera e dell'Europa, indicano oggi in una nota i servizi del Parlamento.
Questa variante permetterà inoltre alle future generazioni di procedere ai lavori di manutenzione, che si rendono necessari ogni 30-40 anni, senza dover chiudere completamente la galleria e il transito attraverso il San Gottardo.
La minoranza propone invece di non entrare in materia sul progetto, sollevando dubbi in particolare sulla sua costituzionalità e sostenendo che tale soluzione "aumenterebbe fisicamente la capacità degli assi di transito nella regione alpina".
Inoltre, la stessa minoranza rileva che una volta terminato il risanamento del primo tubo, sia da parte svizzera che da parte europea "si porrebbero inevitabilmente richieste volte a un'apertura completa delle corsie disponibili, richieste che col tempo sarebbero sempre più difficili da contrastare".
L'oggetto sarà trattato nella sessione primaverile dal Consiglio degli Stati.
Soddisfazione da parte del Consiglio di Stato ticinese
"Il Consiglio di Stato prende atto con soddisfazione del crescente sostegno per questa variante di risanamento" si legge nel comunicato diramato nel pomeriggio. "Si tratta dell'unica soluzione in grado di evitare la chiusura pluriennale di questo collegamento viario e il conseguente isolamento del Ticino dal resto della Svizzera".
In questa occasione il Governo ticinese ribadisce la propria ferma opposizione allo scenario di risanamento alternativo, che prevede dei treni navetta e la costruzione, sul territorio del Cantone, di grandi terminali di trasbordo per il traffico di transito internazionale.
Iniziativa delle Alpi: "Pronti a lanciare il referendum"
L'iniziativa delle Alpi, da sempre contraria a questo tipo di variante, si dice invece delusa di tale decisione. "Si tratta di una chiaro specchietto per le allodole" ha commentato Alf Arnold, direttore dell'organizzazione. "Nessuno crede seriamente che un secondo tunnel non venga poi sfruttato appieno in futuro".
Gli fa eco il presidente dell'organizzazione Fabio Pedrina, secondo cui la la costruzione di un secondo tunnel va contro la decisione della popolazione: "È un sabotaggio della volontà popolare che da 20 anni vuole il trasferimento del traffico dalle strade su rotaia".
L'iniziativa delle Alpi si è detta dunque pronta a lanciare il referendum insieme ad altre associazioni, nel caso in cui si dovesse formare una maggioranza in Parlamento.
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