Cerca e trova immobili
Ticino
Gottardo, Leuthard: "Faremo il possibile per il Ticino"
Redazione
15 anni fa
La consigliera federale risponde ai Verdi ticinesi: "Ma non possiamo ancora valutare l'impatto sulla viabilità"

I Verdi le hanno scritto una lettera il 16 febbraio. E l’11 marzo Doris Leuthard ha risposto. Tema dello scambio epistolare: il risanamento del tunnel del San Gottardo. Gli ecologisti, nel loro scritto, sottoponevano alla Consigliera federale undici proposte per affrontare la crisi della chiusura della galleria. Si chiedeva, tra le altre cose, uno studio per fare chiarezza sulle conseguenze economiche del risanamento per minimizzare l’impatto dei lavori; sostegno al turismo ticinese, e al progetto di polo tecnologico ferroviario (progettoRailValley) per un trasferimento del traffico merci nazionale dalla strada alla ferrovia in modo economico, sicuro e duraturo; sconti sui trasporti pubblici. I Verdi chiedevano anche che i lavori di risanamento avessero una durata massima di duecento giorni, suddivisi in periodi brevi, in inverno, tra il 2020 e 2030. Contro i 900 giorni stimati dal rapporto dell’ormai celebre rapporto dell’USTRA. Ma veniamo alla risposta di Leuthard. Dopo aver fatto il punto sull’iter politico del risanamento, la ministra dei trasporti scrive: “La variante di risanamento e lo scenario per la gestione del traffico verranno definiti in un secondo momento. Non è quindi ancora possibile valutare le ripercussioni sul traffico”. “Il Consiglio federale – prosegue Leuthard - prenderà la sua decisione dopo aver sentito le commissioni parlamentari e i cantoni interessati. Pertanto è prematuro entrare nei dettagli delle vostre richieste”. “Sono consapevole – conclude la consigliera federale - della situazione in cui verrà a trovarsi il Ticino. E posso assicurarvi che i servizi competenti faranno tutto il possibile per garantire la viabilità anche durante il risanamento”. Savoia: “Inquietante…” A commento della risposta di Leuthard, il coordinatore dei Verdi Sergio Savoia ci ha rilasciato una dichiarazione. Eccola. “Naturalmente ringrazio la Consigliera Federale per la celere risposta. Non è un usuale che una lettera ticinese abbia una risposta da Berna in così poco tempo. Resta tuttavia inquietante la scarsità di elementi su un progetto di tale importanza che dovrebbe realizzarsi solo tra soli nove anni. Che per un’opera di questo tipo equivalgono a nove minuti. Ciò sottolinea, ancora una volta, la scarsa preoccupazione della Confederazione verso il Ticino. E probabilmente anche la debolezza dell’iniziativa del Ticino: distratto dalle utopie “raddopiste” anziché ricercare soluzioni praticabili in tempi utili. In questo senso, il nostro prossimo passo, sarà quello di chiedere al Consiglio di Stato uno studio realizzato dai servizi cantonali sul risanamento. In modo da poter consegnare alla Confederazione un rapporto alternativo a quello dell’USTRA che prevede la chiusura del tunnel per 900 giorni. Magari l’esito sarà lo stesso, ma vista la deficitaria gestione dei cantieri dell’ufficio federale in Ticino, abbiamo più che un sospetto che i tempi di realizzazione possano essere drasticamente accorciati”. AELLE

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata