
Le notizie che giungono da Berna sulla strategia per il risanamento della galleria del Gottardo, scatenano un vero e proprio vespaio nel Mondo politico ticinese. “Questo rapporto – dice il deputato UDC Marco Chiesa - dimentica i ticinesi, facendoci diventare svizzeri di serie B. È una porcheria”. Il capogruppo PLR Christian Vitta esprime una “forte delusione. Come Ticino – aggiunge - dobbiamo reagire per evitare che questi scenari si realizzino. Berna dimostra davvero poca considerazione nei nostri confronti”. Durissimo Paolo Beltraminelli: “Non ci sono parole, se non lo sconcerto più totale per una decisione inverosimile, comunque la si guardi. “Ho l’impressione – aggiunge il capogruppo PPD - che a Berna non sanno proprio cos’è. il Ticino. E lo dico da moderato. Mi attendo che il Consiglio di Stato chieda subito un incontro urgente al Consiglio federale. Però, ora serve davvero che il nostro cantone sia compatto. Perché qui si gioca la sopravvivenza del Ticino. “Secessione”, dice il presidente della Lega Giuliano Bignasca. “Bisogna essere davvero pazzi per prendere decisioni del genere. Ma se le atturanno sul serio ne approfitteremo per schierare i carro armati ad Airolo e separarci dalla Confederazione”. La Lega dei Ticinesi – conclude il suo presidente – propone un’iniziativa popolare federale per il raddoppio, in collaborazione con i Cantoni interessati e annuncia iniziativa politiche e non a difesa del Ticino”. Diversa invece la posizione di Manuele Bertoli: “L’ipotesi del no al secondo tubo era scontata anche perché sarebbe stata una sciagura per il Ticino. Io credo che questa chiusura forzata debba e possa essere trasformata in un’opportunità, non fosse altro perché ci toglie il traffico parassitario. Per l’inizio dei lavori, inoltre, avremo già Alptransit. E con un po’ di inventiva e i giusti progetti, possiamo veramente realizzare qualcosa di importante, anche dal punto di vista turistico”. Il deputato dei Verdi Francesco Maggi, infine, esprime “grande soddisfazione nella misura in cui nessuna delle due proposte prevede il raddoppio. E ribadisco quello che ho già detto più volte: chiedere il raddoppio, quando si sa già in partenza che è molto improbabile, non è la maniera giusta per battersi in favore degli interessi del Ticino”. AELLE
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