
Dopo aver appreso ieri del fermo del 35enne disoccupato italiano che ha realizzato il volantino anti-ticinesi apparso negli scorsi giorni sulle auto posteggiate all'esterno di alcuni centri commerciali della fascia di confine, emerge pure un caso che sembrerebbe essere una concretizzazione della minaccia espressa dal volantino.
Una nostra lettrice ci ha infatti contattati per denunciare con tanto di fotografie uno spiacevole episodio occorsole alcune settimane fa, quando si era recata a fare la spesa in un centro commerciale di Montano Lucino, nel Comasco.
Una volta tornata in auto, la donna si è accorta che il veicolo procedeva in modo strano. È quindi scesa dalla vettura e ha scoperto di avere una gomma completamente a terra. Non sapendo chi chiamare, in qualche modo la donna è comunque riuscita a tornare nella vicina Svizzera, dove ha poi subito avvisato il suo gommista di fiducia. E questi, vedendo il buco sul lato della gomma, ha subito determinato che non si era trattato di una foratura casuale, bensì di un atto volontario provocato probabilmente con un cacciavite.
Un atto volontario, perché? La donna inizialmente non riusciva a capire perché fosse stata presa di mira da ignoti, non avendo conti in sospeso con nessuno. Poi leggendo sul web la notizia del volantino anti-ticinesi, ha fatto il collegamento con quanto accadutole, ipotizzando di essere la prima vittima del mitomane.
Non è al momento possibile confermare questo collegamento. Maggiore chiarezza la potranno fare, forse, gli interrogatori dei Carabinieri di Como al 35enne autore del volantino anti-ticinesi. Gli stessi carabinieri precisano tuttavia già sin d'ora che al momento non risultano denunce per danneggiamenti di auto svizzere all'esterno di centri commerciali italiani.
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