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Ticino
Golpirolo, firmato l'atto d'accusa
Redazione
13 anni fa
I sei membri della banda sono stati rinviati a giudizio. Dovranno rispondere di tentata rapina aggravata

Poteva sembrare un tentato furto, ma ora si profila la tentata rapina. A due mesi dai fatti il procuratore pubblico Moreno Capella titolare dell’inchiesta giovedì ha rinviato a giudizio il sestetto del Golpirolo, che lo scorso febbraio avevano pianificato il colpo all’ufficio postale del Pian Scairolo. La banda dovrà comparire in aula penale per rispondere di tentata rapina aggravata e in via subordinata tentato furto aggravato e atti preparatori punibili alla rapina. L’accusa ha dunque alzato l’asticella, anche se non sono state rinvenute armi. Ricordiamo che l’obiettivo della banda era la cassaforte del centro postale di Pian Scairolo, che il giorno del colpo avrebbe dovuto ospitare circa un milione e mezzo di franchi. Per il colpo in grande stile 5 dei 6 uomini, di età comprese tra i 29 e i 42 anni pregiudicati e ricercati anche dalle forze dell'ordine italiane erano arrivati in Ticino appositamente dalla Campania, dopo essere stati reclutati dal responsabile di una palestra del Comasco finito in manette. L’uomo li aveva messi in contatto con il gerente del Golpirolo di Pazzallo anch’esso rinviato a giudizio, che oltre a gestire il locale, lavorava proprio nell’ufficio postale del Pian Scairolo. I 5 si nascosero all’interno del Golpirolo, il postribolo rinominato di recente Moulin Rouge, in attesa di mettere la mani sul bottino della cassaforte. Dopo diversi sopralluoghi per la paura di essere scoperti, decisero di fare dietrofront e tornare in Italia. Ma grazie alle segnalazioni delle forze dell’ordine italiane, oltre al telefono della banda, gli inquirenti svizzeri misero sotto sorveglianza anche il telefono del gerente. E il 28 febbraio, all’alba, l’irruzione nel Golpirolo e gli arresti. Ora si attende il processo che dovrebbe essere celebrato verso i primi di giugno davanti alla Corte delle assise correzionali di Lugano. Christian Fini

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