
Il Comitato ticinese «NO al raddoppio del Gottardo» si dice profondamente deluso per l'esito della votazione popolare odierna.
In una nota stampa, il comitato scrive che "ha vinto la campagna milionaria delle lobby del cemento e dell’autotrasporto."
"Il raddoppio della galleria stradale del Gottardo avrà purtroppo gravi conseguenze per la Svizzera italiana: più traffico, più camion, più inquinamento dell'aria e minor qualità di vita" prosegue il comitato. "Riteniamo che molti cittadini siano stati preoccupati più dagli effetti a corto termine durante l'eventuale periodo di chiusura, che per gli effetti a lungo termine dovuti a un aumento della capacità stradale al Gottardo."
"Golia ha purtroppo sconfitto il piccolo Davide, ma rimane confermato il chiaro mandato di trasferimento conseguente all’innovativa politica dei trasporti avviata grazie al sì popolare sull’Iniziativa delle Alpi nel 1994" scrive ancora il comitato. "Nel giugno 2016 sarà aperto il tunnel ferroviario più lungo del mondo. Il Consiglio federale ha il compito, fin dal 1994, di trasferire il transito di merci da confine a confine sulla ferrovia. Quest’obiettivo, ancorato nella Costituzione, deve essere finalmente rispettato. La vigente legge sul trasferimento prevede di ridurre a un massimo di 650'000 camion i transiti attraverso le Alpi entro il 2018! Ciò servirebbe a migliorare la sicurezza ben prima d'una seconda canna, e permetterebbe di ridurre i congestionamenti sui principali assi viari. In particolare, questa politica è necessaria al Ticino per evitare il collasso delle strade nel Sottoceneri e migliorare la situazione fuori legge riguardo alla qualità dell'aria."
"I Cantoni Ticino e Uri sono i più coinvolti da questa decisione e soffriranno ancor più per il traffico di transito. Il Consiglio federale si dovrà quindi preoccupare affinché il numero di camion non aumenti ulteriormente, ma diminuisca. È tuttavia inutile nascondersi che con il "sì" popolare sia a livello nazionale sia in Ticino ci si è tirati in casa il classico cavallo di Troia" conclude il comitato ticinese contrario al raddoppio. "Dal Governo cantonale ci aspettiamo comunque un accresciuto impegno per risolvere i problemi di mobilità e di inquinamento dell'aria (oggi ampiamente sopra i limiti di legge !), oltre che per una rapida progettazione della continuazione a sud dell'AlpTransit."
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