
Il presidente PPD Fiorenzo Dadò ha invitato stamattina anche gli altri partiti ticinesi a sostenere il referendum lanciato dal politologo socialista Nenad Stojanovic contro la legge di applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa approvata nel dicembre scorso dalla Camere federali.
A suo dire, si tratta di un gesto dovuto "in ossequio alla volontà popolare".
Ma sia la Lega che l'UDC, seppur siano scontenti della legge di applicazione, hanno già fatto sapere di non avere alcuna intenzione di dar seguito all'appello di Dadò.
In una nota stampa, l'UDC afferma di aver preso atto "con stupore" del sostegno del PPD Ticino al referendum lanciato da Stojanovic.
"L’obiettivo di Stojanovic è chiaro anche per chi non mastica politica tutti i giorni" scrive l'UDC. "Raccogliere le firme per far votare il popolo, ma non per bocciare la legge d’applicazione votata dal Parlamento, bensì per confermarla."
"Facciamo infatti fatica ad immaginare che nella campagna di voto, qualora si raccogliessero le firme necessarie, si prodigherà per convincere gli svizzeri a votare contro la nuova legge" prosegue l'UDC. "Farà invece di tutto per confermarla. Un unicum in Svizzera."
"Ma i campioni di incoerenza sono i PPD ticinesi, i quali danno oggi il loro appoggio al referendum con le motivazioni che "Al di là delle opinioni di ciascuno sull’art. 121a il PPD è convinto che la democrazia diretta su cui si fonda la Svizzera possa essere preservata solo se la volontà popolare è concretamente rispettata e applicata", dimenticando che a dicembre i loro rappresentanti alle Camere (inclusi i ticinesi Filippo Lombardi, Fabio Regazzi e Marco Romano), non avevano sostenuto la proposta di applicazione dell’UDC (modello Peter Föhn), astenendosi (che equivaleva a un Sì) nel voto finale sul modello proposto dalla strana alleanza PLR con la sinistra, facendo di fatto passare la legge di applicazione" scrive ancora l'UDC. "Hanno di conseguenza fatto il palo a quelli che rubavano in casa."
"Se avessero votato NO alla legge in oggetto, come fatto dai parlamentari dell’UDC, la legge non sarebbe entrata in vigore e oggi non saremmo nella situazione di discutere di un referendum alibi proposto, e a questo punto sostenuto, da persone ed entità che hanno dimostrato che sul tema, hanno tutti gli interessi affinché la volontà popolare non venga rispettata" prosegue l'UDC. "Il PPD cerca maldestramente di uscire da una situazione di palese imbarazzo, ma i ticinesi ben sanno che il tempo per essere coraggiosi era a dicembre, quando l’opportunità di bocciare questa scandalosa legge di applicazione era concreta. I PPD, come già detto, si sono però astenuti."
"La posizione odierna, con la quale cercano di apparire come i salvatori della democrazia, è quantomeno penosa e non permetterà loro di rifarsi una verginità oramai persa da tempo" conclude l’UDC, ribadendo di voler lanciare un’iniziativa volta a disdire l’accordo della libera circolazione delle persone. "Attenderemo al varco il PPD ticinese, in modo particolare il suo nuovo presidente Fiorenzo Dadò che aveva più volte espresso il sostegno a quest’iniziativa, per verificare se alle parole seguiranno i fatti" conclude l'UDC.
Il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri parla dal canto suo di "nuova inaudita uregiatada del PPD sull'affossamento del 9 febbraio."
"Al neopresidente Fiorenzo Dadò è forse il caso di ricordare il comportamento del suo partito in Consiglio nazionale durante il dibattito sul compromesso-ciofeca che ha cancellato il voto popolare contro l'immigrazione di massa. E lo ha fatto con il concreto apporto del PPD" scrive Quadri su Facebook.
"Il PPD a Berna si è astenuto dal voto - naturalmente dopo aver contribuito ad affossare tutte le proposte che avrebbero reso la non applicazione del 9 febbraio un po' meno una presa per i fondelli" prosegue Quadri. "Se, invece di astenersi, gli uregiatti avessero votato contro, il compromesso-ciofeca non sarebbe passato in Consiglio nazionale."
"E adesso, dopo aver contribuito attivamente a gettare nel water il 9 febbraio, gli azzurri pretendono di lavarsi la coscienza appoggiando un referendum lanciato da uno spalancatore di frontiere (il quale non mira di certo a limitare l'immigrazione)?" scrive il leghista. "Referendum che è 1) inutile: perché cancellerebbe una legge che non serve a nulla, sostituendola con il nulla; e 2) che non ha alcuna chance di raccogliere le firme necessarie alla sua riuscita."
"Questa è solo una goffa operazione di marketing degli uregiatti, che di fatto è un boomerang. Uregiatti che ora tentano disperatamente di rifarsi una verginità davanti ai cittadini, dopo averli traditi assieme al tandem PLR - PSS" conclude Quadri. "E poi gli spregevoli populisti sarebbero gli altri?"
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