
Anche la deputata PLR Natalia Ferrara Micocci si aggiunge al coro di coloro che fanno gli auguri a Norman Gobbi per la sua candidatura al Consiglio federale.
Ma l'ex magistrato, in un'opinione pubblicata oggi da La Regione, aggiunge agli auguri tutta una serie di perplessità sulle conseguenze politiche di questa candidatura.
Ferrara Micocci esordisce con una premessa. È sacrosanto che il Ticino cerchi di ottenere un seggio in Consiglio federale, è comprensibile che un politico come Gobbi colga l'attimo ritenuto propizio per provarci ed è altrettanto comprensibile che oggi tutti in Ticino gli facciano gli auguri, anche coloro che precedentemente dicevano di lui peste e corna.
"Fatte queste premesse, il passo Lega/Gobbi/UDC resta un'operazione di una disinvoltura politica che lascia allibiti e che, auguri a Gobbi a parte, merita una riflessione" scrive la deputata PLR.
"Un consigliere di Stato ticinese, per tentare di diventare consigliere federale, si candida per un partito che non è il suo e vi aderisce, pochi mesi dopo essere stato rieletto in Governo su un'altra lista, neppure congiunta, anzi, con quella della formazione che dovrebbe ora portarlo a Berna" scrive Ferrara Micocci. "Un partito, la Lega, che da anni considera Berna come una capitale nemica e i consiglieri federali li chiama bambela o oche, non solo non si risente per il cambio di maglia del suo esponente ma si presta attivamente al gioco."
"Quanto a Lega e UDC, in Ticino, se ne sono date e dette di ogni. Lasciamo perdere ragioni e torti rispettivi, resta il fatto, incancellabile, delle loro profonde differenze" prosegue Ferrara Micocci. "Cosa significa tutto ciò? A mio avviso due cose. Se un'operazione del genere fosse nata tra i partiti ticinesi "storici" è facile immaginare come avrebbero reagito Lega e UDC. "Partitume", "cadreghinismo", "voltamarsina" sarebbero stati i complimenti più gettonati. Più importante però è il senso politico complessivo dell'operazione Lega/Gobbi/UDC. Se funzionasse, Lega e UDC avrebbero ridato al Cantone un seggio nell'esecutivo federale e, sul piano cantonale, posto le basi per una formazione di destra unica con l'ambizione, a medio termine, di ridurre PLR e PPD a satelliti, come d'altronde accade già in molti Cantoni svizzeri (...). Se la candidatura Gobbi non funzionasse, rivendicheranno comunque il merito di averci provato e otterranno nuove munizioni per la polemica leghista contro la Confederazione."
"Nel frattempo, e questo potrebbe essere un effetto collaterale da non sottovalutare, rilanciano l'attenzione sul secondo turno degli Stati, da trasformare in un'occasione per dare una mano all'elezione di Norman Gobbi in Consiglio federale" aggiunge Ferrara Micocci.
"Molti piccioni, come si vede, con una fava sola" conclude la deputata PLR. "In definitiva, l'ambizione di Gobbi è legittima ma ne sono pure chiare le conseguenze politiche in Ticino. Oltre agli auguri, sono quindi lecite anche le domande."
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