
È stato il diretto interessato, ovvero il direttore del DI Norman Gobbi, a replicare dalle colonne del Caffè all’interrogazione del deputato MPS Matteo Pronzini, secondo cui il consigliere di Stato leghista aveva partecipato a una cerimonia ticinese dei veterani della P-26, l’organizzazione nata nel 1979 sul modello della Gladio italiana per far fronte a un’ipotetica invasione da Est (vedi articolo suggerito).
“Sì ero presente – ha spiegato Gobbi al domenicale – Il Governo ne era informato e con me c’erano anche altre autorità”.
“Il Consiglio federale ha ringraziato ufficialmente i membri della P-26, Pronzini è rimasto al rapporto unilaterale di Werner Carobbio (co-presidente della commissione d’inchiesta P-26), se vuole usare le citazioni che le usi tutte”.
Secondo il Consigliere di Stato c’è un tentativo di riabilitare l’organizzazione tramite iniziative private non ufficiali. “La P-26 è stata sciolta mettendo in discussione non i suoi aderenti quanto la struttura segreta fuori da ogni controllo democratico”.
Cerimonie ufficiali (oltre a quella ticinese) si sono svolte anche a Ginevra e Basilea Campagna alla presenza dei rispettivi ministri di giustizia Pierre Maudet e Isaac Reber.
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