
Il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha risposto ieri a un'interpellanza presentata da Gina La Mantia, Carlo Lepori, Lisa Bosia Mirra, Raoul Ghisletta (tutti PS) lo scorso 13 maggio, ovvero il giorno in cui si sarebbe dovuto tenere il concerto del controverso rapper Bello Figo a Lugano.
Visto l'annullamento del concerto a seguito dei volantini minatori comparsi in città (vedi suggeriti), La Mantia e cofirmatari chiedevano al Consiglio di Stato se fosse giusto piegarsi alle minacce squadriste.
"Perché la Polizia cantonale ha consigliato di cancellare l’evento?" chiedevano i quattro deputati socialisti. "La Polizia è in possesso di informazioni sulla pericolosità di questi sedicenti gruppi naziskin? In caso positivo, perché non ha informato la cittadinanza e le autorità? Il Governo non ritiene che con questo annullamento si crei un pericoloso precedente nei confronti di minacce e comportamenti squadristi?"
Ebbene, come si legge su La Regione, Gobbi ha dapprima precisato che la decisione di annullare l'evento non è stata presa dalla Polizia cantonale, bensì dai responsabili della discoteca WKND, "che hanno valutato nell'ottica costi-benefici su quanto sarebbe costato assicurare la sicurezza."
Poi il consigliere di Stato ha tranquillizzato gli interpellanti sulle strategie messe in atto per arginare i fenomini di estrema destra, spiegando che il nostro Cantone si muove a livello di prevenzione, alla stessa stregua delle strategie a livello di Confederazione contro la violenza giovanile.
Sul caso specifico, "il sedicente gruppo con cui erano firmati i volantini, 'Nuova Destra", non era nei monitor che controllano i siti estremisti", ha aggiunto Gobbi, secondo cui "il miglior deterrente è stato quello di assicurare i due autori alla giustizia."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

