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Ticino
Gobbi risponde a Parmelin sulla perequazione: «La realtà ticinese non è paragonabile a quella degli altri cantoni»
© CDT / Gabriele Putzu
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Redazione
4 ore fa
Non sono passate inosservate e non sono piaciute al Governo le parole del presidente della Confederazione. Rispedite al mittente anche le punzecchiature del consigliere federale sul mancato versamento di parte dei ristorni

Non sono passate inosservate e non sono piaciute al Governo le parole di Guy Parmelin sulla perequazione finanziaria e sul blocco parziale dei ristorni dei frontalieri. A margine del festival Endorfine, ricordiamo, il presidente della Confederazione aveva definito la perequazione una questione tra cantoni, invitando il Ticino a chiedersi se non stia spendendo troppo.

«Forse l'accordo non è soddisfacente per il canton Ticino, ma si tratta di una questione intercantonale tra il Ticino e gli altri cantoni. La Confederazione non può decidere autonomamente di dire: "Vogliamo favorire maggiormente il canton Ticino". Questo significherebbe svantaggiare gli altri cantoni. E poi, lo dico gentilmente ai nostri amici ticinesi, in questo genere di situazioni bisogna anche chiedersi: non stiamo spendendo troppo? E questa è una domanda che ogni cantone deve porsi», aveva detto il consigliere federale.

Il metodo di calcolo dei redditi dei frontalieri sotto la lente

Dichiarazioni, quelle del vodese, a cui il consigliere di Stato Norman Gobbi, intervenuto a Detto Tra Noi, ha voluto rispondere per le rime. «Se si guarda la spesa pro capite dei vari cantoni, il Ticino è nella media. Abbiamo inoltre quasi la metà di tutti i frontalieri della Svizzera. È dunque importante che si capisca come la realtà del Ticino non sia comparabile a quella degli altri cantoni».

A venir contestato è il metodo di calcolo dei redditi dei frontalieri che penalizzerebbe i cantoni di confine. Nel 2027, il Ticino riceverà 112 milioni di franchi dalla perequazione, oltre 13 in più rispetto all'anno precedente. La cifra, però, è ritenuta insufficiente dal Consiglio di Stato che, come riportato dal Corriere del Ticino, ha chiesto un incontro a Parmelin con l'obiettivo di avviare un confronto diretto e costruttivo sui rapporti tra Ticino e Confederazione.

Il nodo del mancato versamento dei ristorni

Oltre alla questione perequativa, durante la serata tenutasi a Lugano, Parmelin ha punzecchiato il Ticino anche sul mancato versamento di parte dei ristorni, parlando di delusione da questo modo di agire che dà un'immagine negativa del cantone. Una critica che a Norman Gobbi proprio non è andata giù. «Fatico a comprendere questa critica se poi, a livello nazionale, l'UDC dice di non aver paura di mostrare i muscoli nei confronti di chi, fino all'altro giorno, ha sputato in faccia al sistema giudiziario svizzero per la storia di Crans-Montana. A questo punto capisco perché il Consiglio federale ha difficoltà a difendere la Svizzera davanti a lui».