
L'abolizione della doppia nazionalità e il divieto del burqa rientrano in un rapporto che otto ministri tedeschi della CDU e della CSU presenteranno il prossimo 18 agosto con l'obiettivo di migliorare la sicurezza interna, a seguito dell'ondata di attentati che ha scosso il Paese.
"L'immigrazione incontrollata crea insicurezza tra la popolazione e facilita l'ingresso in Europa di criminali ed estremisti islamici" affermano gli autori del rapporto.
Per quanto riguarda la doppia nazionalità, gli otto ministri ritengono che essa costituisca "un grande ostacolo all'integrazione", mentre il burqa rappresenta "un simbolo di estremismo religioso che in Germania non deve trovare posto".
Seppur non ancora divulgato nella sua interezza, il rapporto sta già raccogliendo numerosi consensi. E c'è chi, in merito al divieto del burqa, sta già guardando all'esempio del Canton Ticino, dove lo scorso 1° luglio è entrato in vigore, finora con successo, il divieto di dissimulare il volto in pubblico.
Il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, interpellato dal Blick, afferma già sin d'ora di essere pronto "ad aiutare i tedeschi" ad elaborare una legge simile alla nostra.
"È un tema molto attuale e quindi i politici lo devono affrontare" afferma il consigliere di Stato ticinese. "Noi siamo volentieri disponibili per spiegare ai tedeschi la nostra legge e le diverse misure che abbiamo implementato."
Intanto oggi anche il consigliere di Stato zurighese Mario Fehr (PS) si è espresso a favore di un divieto del burqa in tutta la Svizzera. Il ministro responsabile della sicurezza ha affermato alla NZZ di non avere alcuna comprensione per "quei turisti che fanno passeggiare le loro donne completamente velate per la Bahnhofstrasse".
"Io non posso essere gentile con le turiste, se non le vedo in faccia" ha aggiunto il socialista. "In una società liberale ognuno deve mostrare il proprio volto."
Lo stesso Fehr ha dichiarato di giudicare "interessante" l'esperienza del divieto del burqa in Ticino e ha sottolineato l'importanza di informare bene i turisti, come si sta facendo nel nostro Cantone. A suo dire un discorso simile vale per la stretta di mano nelle scuole. "Una comunità non deve allontanarsi dai suoi valori" ha concluso il ministro.
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