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Ticino
Gobbi poteva dire ciò?
Redazione
11 anni fa
Natalia Ferrara Micocci interroga il Governo per sapere se il leghista abbia oltrepassato il limite della sua libertà

Sono sfociate in un'interrogazione parlamentare le dichiarazioni del presidente del Governo Norman Gobbi, dapprima a TeleTicino poi alla NZZ am Sonntag, circa la possibilità di chiudere le frontiere a causa del massiccio arrivo di migranti.

A inoltrare l'atto parlamentare al Governo, oggi, è la deputata PLR Natalia Ferrara Micocci, la quale vuole sapere dal Governo, tra le altre cose, se non ritiene che il suo presidente abbia oltrepassato il limite delle sue libertà di espressione personale per rapporto alla sua funzione istituzionale.

Ferrara Micocci esordisce ricordando che "le dichiarazioni di una settimana fa ai microfoni di TeleTicino del Presidente del Governo avevano causato la reazione pubblica del Ministro Manuele Bertoli, che ha immediatamente precisato come l’afflusso di profughi non fosse stato oggetto né di discussione all’interno del Consiglio di Stato né tanto meno di una decisione nel senso delle dichiarazioni rilasciate da Gobbi."

La granconsigliera liberale radicale prosegue scrivendo che "ieri, domenica 21 giugno 2015, l’onorevole Gobbi ha lanciato sulla sua pagina Facebook l’intervista rilasciata alla NZZ am Sonntag, ripresa, sempre ieri, da diversi media online sia d’Oltralpe che ticinesi, essendo stata diffusa dall’ATS."

"I media, anche nazionali, hanno dato ampio risalto alla notizia" sottolinea Ferrara Micocci, "titolando anche “Il Ticino vuole la chiusura delle frontiere”.

La deputata scrive poi che ieri sera, al Quotidiano, "l’onorevole Gobbi, presente in studio in diretta, ha tra le altre cose dichiarato che: la sua proposta di chiusura delle frontiere è necessaria per far fronte all’emergenza migratoria; ogni giorno in Ticino arrivano tra le 50 e le 70 persone; la maggior parte dei nuovi migranti sono originari dell’Eritrea e si spostano per motivi economici, probabilmente indotti dal loro stesso Governo a trasferirsi in paesi ricchi per poi inviare del denaro in patria; il Ministero Pubblico della Confederazione dovrebbe aprire un’inchiesta a carico del Governo eritreo per far luce su questa possibilità; la sua proposta è stata fatta più in qualità di titolare del dossier sicurezza e migrazione che non di attuale Presidente del Governo; le sue dichiarazioni sono un metodo per fare pressione, mentre la proposta, sempre di ieri, del Presidente nazionale del PLRT, Philipp Müller, secondo lo stesso Gobbi sarebbe un metodo per risolvere alla fonte il problema della migrazione."

"Sempre al Quotidiano di ieri sera, è stato riferito che gli altri Ministri (citati espressamente Vitta, Beltraminelli e Bertoli), erano sorpresi di simili dichiarazioni e preferivano attendere la seduta governativa di mercoledì piuttosto che replicare seduta stante" aggiunge la deputata PLR.

La quale evidenzia inoltre "come le dichiarazioni del Ministro leghista Gobbi, che ritiene i migranti eritrei in fuga per meri motivi economici, non tengano minimamente conto del recente rapporto ONU (8 giugno 2015, Ginevra), dove si legge, tra l’altro, che l’Eritrea ha commesso crimini contro l’umanità, che sono stati violati i diritti umani e che “Gli eritrei non sono governati dalla legge, ma dalla paura.”, poiché, come riscontrato in diverse testimonianze, sono in atto esecuzioni extragiudiziarie, casi di schiavitù sessuale e di lavoro forzato."

"La segreteria di Stato della migrazione dell’Ufficio federale di Polizia, attraverso la sua portavoce, ha già preso posizione sulla eventualità di una “chiusura delle frontiere” ricordando che “i controlli alle frontiere possono essere reintrodotti solo se l'ordine pubblico o la sicurezza interna del Paese sono seriamente minacciati", ciò che non è il caso in Ticino, dove, per fortuna, non si sono registrati problemi di sicurezza né a Chiasso né altrove su suolo cantonale. Grazie anche, va ricordato, all’impegno delle forze di Polizia e delle Guardie di confine" scrive ancora Ferrara Micocci. "Da ultimo, non si può non segnalare che, sempre ieri, sull’edizione de Il Mattino della domenica si poteva leggere “Vogliamo anche noi il muro sul confine!”. Se l’articolista, il deputato nazionale Lorenzo Quadri, quando dice “noi” intenda anche il Ministro Gobbi non è dato sapere. Rimane in ogni caso la notizia allarmante che il Partito ticinese che detiene la maggioranza relativa in Governo assuma simili posizioni pubbliche, senza che i Ministri di riferimento se ne distanzino con tempestività, tanto più che il Ministro Gobbi è attualmente Presidente del Governo ticinese."

Visto quanto sopra, Natalia Ferrara Micocci pone le seguenti domande al Consiglio di Stato:

"Se intende far propria la posizione del Ministro Norman Gobbi e chiedere a Berna di chiudere le frontiere ticinesi."

"Se ritiene sia data una situazione di emergenza, nonostante non si siano registrati problemi d’ordine pubblico e i flussi registrati attualmente siano nettamente inferiori, ad esempio, rispetto a quelli dei tempi dell’emergenza dei Balcani."

"Se le posizioni del Ministro Gobbi, su temi di competenza federale, in contrasto con gli obblighi internazionali e che hanno già incassato il parere negativo di Berna, possono essere da lui espresse in questo modo, visto anche il suo particolare attuale ruolo di Presidente del Governo ticinese."

"Se quanto risposto dal Consiglio di Stato all’interrogazione del deputato Mellini relativa al discorso del Ministro Bertoli lo scorso 1. agosto, ossia che "come cittadino, un consigliere di Stato è libero di avere le proprie idee su temi generali o specifici e non spetta al Governo come collegio disquisire sulle opinioni personali dei suoi membri né di condividerle, criticarle o non condividerle o addirittura di distanziarsene ufficialmente con parole di scusa." vale anche in questo caso. Oppure se, essendo state rilasciate a media nazionali e sembrando a nome del Governo, le dichiarazioni dell’onorevole Gobbi hanno oltrepassato il limite della sua libertà di espressione personale per rapporto alla sua funzione istituzionale."

"Se le proposte del Ministro Gobbi fossero state discusse in seno al Governo, se fossero condivise e potevano essere espresse pubblicamente. Se, in caso contrario, queste sortite mediatiche costituiscano una violazione del principio di collegialità e siano da censurare perché non fanno che alimentare l’allarmismo."

"Se le dichiarazioni del Ministro Gobbi hanno causato reazioni, anche formali, da parte delle competenti Autorità federali in, e, se sì, quali."

"Se il Ministro Gobbi ha avuto contatti sui temi in discussione con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, che ha la sua sede a Ginevra, e se le sue dichiarazioni hanno causato una reazione formale."

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