
Nuove nubi si addensano sul caso dei falsi permessi. Oggi in una lettera anonima inviata ai media ticinesi e ai capigruppo in Gran Consiglio tre dipendenti dell’Ufficio della migrazione denunciano una gestione pressapochista e caotica del servizio. “Accuse mosse per gettare fango” ha commentato il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
Intanto la lettera anonima in giornata è stata acquisita dalla Magistratura. E non sono tardate ad arrivare le reazioni politiche. Per il capogruppo PLR Alex Farinelli c’è molta confusione e non bisogna precipitare le cose. "La questione non è stata gestita correttamente. Non metto in dubbio l’operato del ministro Gobbi” ci dice. “Ma se dovesse decidere di fare un passo indietro momentaneo nella gestione della Sezione della popolazione, non lo interpreterei come un’ammissione di colpa, ma piuttosto come la volontà di voler garantire la massima trasparenza”.
Per il granconsigliere MpS Matteo Pronzini quello che sta succedendo si riscontra in tutti gli ambiti dove si è tentato di introdurre logiche di profitto e visioni aziendali. E in ultima battuta mette il carico da 90. “Norman Gobbi dovrebbe riflettere sul suo ruolo, facendosi da parte, rassegnando le dimissioni”.
Più smussata l’opinione di Germano Mattei deputato di MontagnaViva, secondo il quale il direttore del Dipartimento delle istituzioni dovrebbe fare un passo indietro lasciando la gestione della Sezione della Popolazione – dove è scoppiato il caso – al suo sostituto. “È una questione di trasparenza verso il paese conclude” Mattei.
Ad una lettera anonima bisogna dare il peso che merita esordisce Fiorenzo Dadò. Anche se in questo caso continua il capogruppo PPD bisogna prenderla con una certa serietà, e dev’essere oggetto di attenzione di chi fa le indagini.
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Christian Fini
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