
"Con la scelta di oggi, oltre che onorare la mia persona, il gruppo porta onore alla mia terra e a tutta la Svizzera italiana, riconoscendone il ruolo essenziale nel nostro Paese. Lo spirito del federalismo vive": queste le prime parole di Norman Gobbi, dopo l’annuncio del Gruppo UDC alle Camere federali di inserire il ticinese tra i candidati ufficiali del partito per la corsa al Consiglio federale.
"Sono convinto" ha aggiunto, "che in quanto rappresentante di una minoranza linguistica saprò aiutare a costruire ponti all'interno della Svizzera. Mi vedo come un costruttore di ponti sopra il "Rösti- e il polentagraben", ma anche come costruttore di ponti con i paesi vicini".
Gobbi è stato eletto con 72 schede sulle 82 distribuite. Si tratta dunque di un voto netto, che però per il leghista non era scontato: "Il Gruppo UDC – ha ribadito – ha così voluto dare fiducia al Canton Ticino. E sicuramente la decisione di proporre un ticket a 3 è un segno di rispetto per la pluralità culturale della Svizzera e a favore della coesione nazionale".
Ora la palla passa all’Assemblea federale, che – il 9 di dicembre – dovrà designare il nuovo consigliere federale che subentrerà al posto di Eveline Widmer-Schlumpf. "È importante che l’Assemblea federale capisca l’importanza di questa opportunità e dia anch’essa fiducia alla Svizzera italiana", ha concluso Gobbi.
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