
Da una parte pieno sostegno, dall'altra ipotesi sui provvedimenti da prendere. Come era prevedibile, oggi i domenicali ticinesi dedicano le loro prime pagine allo scandalo dei permessi che tanto sta facendo discutere nel Cantone e soprattutto a colui che è al centro, volente o nolente, di tutta la vicenda, ossia il consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni. Ma le posizioni, anche qui senza sorpresa, sono decisamente opposte.
Da una parte c'è il Mattino che titola, a piena pagina: "Forza Norman!", sostenendo che "la partitocrazia si accanisce contro Gobbi solo perché è leghista". Il domenicale ricorda che non è la prima volta che dei servizi cantonali finiscono nel mirino della Magistratura. "Ma mai prima d’ora - viene sottolineato nel testo - si era visto un simile accanimento, ipocrita, isterico e strumentale, contro il consigliere di Stato di riferimento".
Esprimendo tutta la propria solidarietà al proprio ministro, il movimento di Via Monte Boglia conclude parlando dello "squallore raggiunto dalla politichetta e dalla stampa di regime di questo sfigatissimo Cantone", riferendosi al fatto che c'è chi chiede le dimissioni di Gobbi.
Ed è proprio da qui, per passare all'altra campana, che parte il Caffè, ossia dalla richiesta di dimissioni. Il domenicale, che in prima pagina titola, mettendo tutti nello stesso pentolone: "Gobbi e i corrotti, si allarga lo scandalo", ricorda che nel nostro Cantone mollare una poltrona in Governo non è pratica abituale e che i precedenti sono rari. "Ma un passo indietro del direttore delle istituzioni, secondo alcuni capigruppo parlamentari, sarebbe da valutare. Lasciando che il Governo affidi la responsabilità della Sezione della popolazione a qualche altro ministro", si legge nel testo, dove viene ricordato che così era succcesso anche al tempo del Fiscogate, quando all'allora direttrice delle Finanze, Marina Masoni, venne tolta la competenza sulla divisione delle Contribuzioni.
"Insomma - scrive il Caffè - l’immagine del ministro tutto d’un pezzo, tutto legge e ordine, si va sgretolando".
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