
"Sono furibondo per una situazione che ha tradito la fiducia delle istituzioni e della cittadinanza".
Così si è espresso il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi durante la conferenza stampa tenutasi oggi pomeriggio a Bellinzona per fare chiarezza sull'inchiesta che ha portato ieri all'arresto di quattro persone che vendevano permessi per stranieri, tra i quali figurano un 28enne dipendente dell'Ufficio della migrazione cantonale e una 28enne ex dipendente del medesimo servizio.
"La fiducia è una cosa sacra" ha proseguito Gobbi, sottolineando che nel suo dipartimento le misure di controllo interno "sono in continuo miglioramento".
"Il nostro obiettivo è rafforzare il controllo e la verifica dei dossier, soprattutto nell’ambito del rilascio dei permessi” ha aggiunto il consigliere di Stato.
Gobbi ha precisato che la 27enne ex dipendente dell'Ufficio della migrazione era stata licenziata nel 2015 per motivi disciplinari che non hanno nulla a che vedere con l'inchiesta in corso.
Per quanto riguarda il collaboratore tuttora alle dipendenze del Cantone, Gobbi ha spiegato che è pronta una richiesta di sospensione.
Il 25enne di origini kosovare titolare dell'impresa di costruzioni di Bellinzona, intanto, avrebbe già fornito le prime parziali ammissioni durante gli interrogatori condotti dal procuratore generale John Noseda.
Il Direttore del DI ha infine escluso che ci siano legami tra Gennaro Pulice - l'ex killer della 'ndrangheta che ottenne un permesso di residenza nel 2013 - e l'inchiesta: "Dalle informazioni che abbiamo, l'inchiesta non si lega al caso del collaboratore di giustizia italiano che ha raccontato di aver ottenuto un permesso corrompendo un funzionario".
Maggiori dettagli questa sera alle 18.45 nel TG di TeleTicino.
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