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La visita
Gobbi di “Comune in Comune”
© Cancelleria dello Stato
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Redazione
4 anni fa
Questa volta il consigliere di Stato è stato nelle Tre Valli e nel Locarnese. Fil rouge degli incontri lo stato di salute della democrazia a livello locale.

Coinvolgere attivamente la popolazione nei processi decisionali per evitare la raccolta firme sui temi strategici per i comuni ticinesi. Su questo aspetto è stato messo l’accento negli incontri tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi e i municipi di Airolo, Faido, Biasca, Cugnasco-Gerra e Losone, nel corso dei quali -si legge nel comunicato del Dipartimento delle Istituzioni- si è parlato della salute della democrazia a livello locale. Insieme al consigliere di Stato il Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e l’ispettrice comunale Aurora De Donatis nonché gli ispettori comunali Nicola Rossetti e Alberto Gamboni. Tra gli spunti emersi, i quali saranno approfonditi nell’ambito della revisione totale della Legge organica comunale, raccoglie un certo consenso la proposta di favorire i Comuni che prediligono la partecipazione attiva alzando per essi, ad esempio, l’asticella per inoltrare un referendum.  

Le visite nei comuni

Introdotte da Gobbi nel 2018, sono state pensate "per favorire il dialogo e lo scambio di informazioni tra il Cantone e gli enti locali". In quest’ultima serie di appuntamenti della legislatura cantonale, si intende da una parte avviare una riflessione con gli Esecutivi sullo stato di salute della democrazia a livello locale e dall’altra raccogliere spunti che confluiranno nella modifica del quadro normativo.

“Parlarne è il primo passo per invertire la rotta”

Un tema che ha suscitato grande interesse e che ha fatto da filo conduttore a tutte le visite è quello delle azioni che i comuni possono intraprendere per stimolare la partecipazione attiva dei cittadini. In questo senso il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha deciso di sensibilizzare di persona gli Esecutivi comunali per stimolarli a trovare nuove modalità di coinvolgimento della propria cittadinanza. “Si tratta di un cambiamento epocale - ha spiegato Norman Gobbi - che spesso rompe equilibri locali ereditati dalle generazioni precedenti. Siamo fermamente convinti che per invertire la rotta il primo tabù da sciogliere sia quello di parlarne apertamente. Per questo motivo saluto molto positivamente gli incontri con i Municipi. Ci permettono da una parte di raccogliere spunti per modificare il quadro normativo, ma dall’altra di iniziare a intavolare una riflessione che vuole essere una vera e propria rivoluzione per ridare slancio alla nostra democrazia”.

La sfida sta nel “trovare persone che restino in carica a lungo”

Il capo della sezione degli enti locali Marzio Della Santa ha affermato che “tutti i Comuni incontrati finora concordano sul fatto che la difficoltà non sta unicamente nel trovare persone che si mettono a disposizione per assumere una carica pubblica, ma anche nel rimanere in carica a lungo termine. Per farlo bisogna dare degli stimoli concreti perché spesso molti politici, scoraggiati dalla propria esperienza, decidono di non più candidarsi. Un esempio ricorrente è la bocciatura di un dossier in votazione popolare che genera frustrazione per chi lo ha portato avanti”. 

 

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