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Ticino
"Gobbi, da che parte stai?"
"Gobbi, da che parte stai?"
"Gobbi, da che parte stai?"
Redazione
11 anni fa
Paolo Bernasconi si rallegra dell'esito delle elezioni e chiede chiarimenti al ministro ticinese: "Lega o UDC?"

È stato uno degli oppositori più ferventi alla candidatura di Norman Gobbi al Consiglio federale. L'avvocato Paolo Bernasconi l'aveva definito "una vergogna per il Ticino" sulle colonne del Blick e aveva pure creato un apposito logo, intitolato "Gobbi no pasarà", per impedire l'entrata del ministro ticinese tra i 7 saggi. E oggi, alla luce dei recenti risultati, l'ex procuratore pubblico commenta positivamente l'esito dell'elezione: "La votazione ha due aspetti positivi" racconta ai nostri microfoni.

"È stato un momento di verità a livello federale sulla Lega dei ticinesi. Sabato scorso la NZZ ha scritto che il "comportamento del partito della Lega dei Ticinesi è al di là del bene e del male". Finalmente anche la Berna federale ha preso coscienza delle strategie della Lega".

"Sul piano cantonale" prosegue Bernasconi, "il momento di verità riguarda il Consigliere di Stato Norman Gobbi: abbiamo un Consigliere di Stato che appartiene a due partiti diversi, che spesso litigano tra di loro, ossia Lega e UDC: nasce un grosso problema istituzionale che lo stesso Gobbi deve risolvere: da che parte sta? È solamente un voltamarsina o un "doppio marsina"? Andrà avanti a rappresentare i due partiti anche in Governo, con lo stesso piede in due scarpe diverse?" si chiede l'ex magistrato.

Su una possibile influenza della campagna che ha condotto contro Norman Gobbi, Bernasconi non si sbilancia. "Non saprei se le mie azioni abbiano influito o meno" risponde. "Di certo ho parlato molto con diversi parlamentari, anche non ticinesi, e giornalisti sui rapporti tra Gobbi e il Mattino della Domenica, il domenicale che chiamo "il meschino della Domenica". Ho sempre fatto notare quanto Gobbi debba la sua carriera politica e professionale alle campagne del Mattino. Un rapporto, questo, che secondo me Gobbi dovrebbe chiarire".

A causa probabilmente delle sue esternazioni contro il presidente del Governo, l'ex magistrato ha pure ricevuto due lettere di minacce. Lettere che non sembrano tuttavia aver scalfito la volontà di Bernasconi a combattere in quello in cui crede: "È un dovere di ogni cittadino garantire che vengano rispettati i diritti più ticipi e storici della Svizzera, costi quel che costi".

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