
"Con decisione del 15 marzo, il Tribunale di Stoccarda ha considerato inammissibile la richiesta del tribunale ticinese di una pena detentiva, dato che il reato contestato in Germania non è punibile con una pena detentiva, ma, in quanto considerato infrazione, soltanto con una pena pecuniaria". Tradotto in parole povere Christian R., il pirata tedesco del Gottardo che nel 2014 aveva sorpassato 10 sfrecciando a oltre 200 chilometri orari, non sconterà un giorno di prigione (vedi articoli suggeriti).
La decisione della giustizia tedesca ha inevitabilmente scontentato il direttore del DI Norman Gobbi, che si era battuto affinché scontasse la sua pena anche in Germania. Un anno fa, ricordiamo, Christian R. non si era detto particolarmente intimorito dal Consigliere di Stato leghista facendosi fotografare dal Blick con la sua patente.
"In Svizzera il pirata della strada tedesco non l'ha fatta franca - ha puntualizzato su Facebook - Anche se in Germania non dovrà scontare nessun giorno di galera, da noi non resterà impunito".
"Dopo essere stato condannato dalle autorità giudiziarie ticinesi, negli scorsi mesi i servizi del mio Dipartimento si sono mossi su più fronti - rammenta Gobbi - Da una parte abbiamo emesso il divieto di circolazione e dall'altra abbiamo richiesto a Berna il divieto d'entrata nel nostro Paese. Inoltre abbiamo domandato all'Ufficio federale di giustizia di intervenire per chiedere alla Germania di applicare l'esecuzione della pena inflitta in Svizzera. Quello che è certo è che il signore, non potrà più sfrecciare come un folle sulle nostre strade".
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