
All'indomani della pubblicazione, anticipata dai quotidiani, del documento della Sottocommissione giustizia che delinea alcune proposte per riformare la giustizia ticinese, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi si esprime in un'intervista al Corriere del Ticino. "Negli scorsi mesi - dichiara il consigliere di Stato al CdT - come Dipartimento delle istituzioni abbiamo condiviso con la Commissione giustizia e diritti i vari progetti di riforma in atto d’intesa con varie autorità giudiziarie coinvolte e le relative tempistiche: ci fa piacere che molti degli aspetti da noi suggeriti dovrebbero confluire nel documento del quale avete dato notizia".
Digitalizzazione
Gobbi osserva tuttavia che "nulla è stato riferito dai media sul tema della trasformazione digitale della giustizia derivante dal progetto nazionale Justitia 4.0, obbligatorio per legge in tutta la Svizzera entro il 2028/30 e per il quale anche il Canton Ticino dovrà farsi trovare pronto. Il cambiamento che imporrà la digitalizzazione muterà radicalmente il modo di lavorare della magistratura, aspetto che deve essere giocoforza ritenuto nelle riforme auspicate". In ogni caso, anche nella bozza elaborata dalla Sottocommissione giustizia, che abbiamo potuto visionare, non esistono riferimenti a Justitia 4.0 o a una più generica digitalizzazione del terzo potere dello Stato.
Nomine dei procuratori? "Una riflessione va fatta"
Nonostante alcune modifiche di ordine procedurale, nello scenario ipotizzato dalla Sottocommissione giustizia le nomine dei magistrati rimarrebbero di competenza del Gran Consiglio. Un aspetto, questo, di frequente oggetto di critiche, anche all'interno dello stesso Parlamento. Intervistata da Ticinonews, la deputata Cristina Maderni (Plr), membro della Sottocommissione, a questo proposito ha dichiarato: "Abbiamo ascoltato coloro che lavorano ogni giorno nella giustizia, abbiamo analizzato gli atti ad oggi ancora pendenti in Commissione e abbiamo cercato di fare un sunto, portando anche le conoscenze di tutti noi commissari. Nulla di stravolgente - riconosce Maderni - ma se queste proposte verranno realizzate, sarà un gran bene per la giustizia”. Sulla questione nomine da parte del Gran Consiglio, nell'intervista al CdT, Norman Gobbi si mostra invece più scettico: "Personalmente ritengo che perlomeno la riflessione a livello di Ministero pubblico vada fatta, anche sulla scorta dell’organizzazione degli altri Cantoni e le criticità emerse in occasione delle ultime nomine in Parlamento".
Le proposte
Il documento di cui hanno dato notizia ieri i giornali rappresenta un insieme di idee per una riforma della giustizia elaborate da un'apposita Sottocommissione del Gran Consiglio, istituita all'inizio dell'estate. Il documento, di sette pagine, è fitto di proposte e dovrà essere discusso dalla Commissione giustizia e diritti e dai gruppi politici prima dell'eventuale elaborazione di un messaggio da parte del Consiglio di Stato. Tra le numerose proposte c'è l'introduzione di un codice etico per il Tribunale penale cantonale e la reintroduzione della figura del sostituto procuratore pubblico.

