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Ticino
Gli Ufficiali puntano su giovani e comunicazione
Redazione
16 ore fa
Avvicinarsi ai giovani ma anche rafforzare comunicazione e presenza nel dibattito pubblico – Sono le direttive principali che guidano il lavoro della Società Ticinese degli Ufficiali, riunitasi in assemblea generale a Bellinzona

Avvicinarsi ai giovani ma anche rafforzare la comunicazione e la presenza nel dibattito pubblico. Sono le direttive principali che guidano il lavoro della Società Ticinese degli Ufficiali, riunitasi oggi in assemblea generale a Bellinzona. Un’occasione per fare il bilancio dell’anno appena trascorso e, soprattutto, per delineare gli obiettivi futuri in un contesto geopolitico sempre più complesso e rispetto al quale la Confederazione non nasconde le proprie preoccupazioni.

Coinvolgere i giovani

Abbiamo fatto il punto con Stefano Laffranchini, presidente della Società Ticinese degli Ufficiali, entrato in carica lo scorso anno. «L'obiettivo principale - spiega - è il coinvolgimento massiccio dei giovani ufficiali all'interno dell'organizzazione: si sono dotati di un loro comitato, di una loro individualità, così da essere operativi e poter parlare con i giovani e raggiungere i giovani. La sfida che rimane aperta è quella di far sì che noi Ufficiali ticinesi, come centro di competenza, possiamo essere inseriti e coinvolti nei dibattiti sull'esercito e sulla politica di sicurezza in generale».

Una situazione difficile

Un ruolo fondamentale soprattutto in un momento come quello che sta vivendo la Svizzera. Il rapporto sulla sicurezza della Confederazione ha elencato una serie di criticità importanti: dalle influenze di Paesi stranieri sempre più marcate, a una serie di vulnerabilità anche legate all'esercito. È una situazione davvero così critica quella che stiamo vivendo come Svizzera? «La situazione che stiamo vivendo è dinamica, difficile, presuppone molta apertura e molta capacità di adattamento da parte dell'esercito», spiega Laffranchini. «Su questo, ovviamente, l'Ufficiale deve essere pronto, flessibile, aperto ai nuovi orizzonti e alle nuove sfide con cui saremo confrontati».

Reclute molto motivate

In questo contesto servirebbero dunque più finanziamenti e un maggiore coinvolgimento della popolazione. Soprattutto puntando sui giovani. In questo senso si profila come una sfida la capacità di rendere interessante anche la figura del militare fra le nuove generazioni? «Quello a cui assistiamo sono delle reclute e dei soldati in giovane età estremamente motivati. È qualcosa che magari sorprende anche in positivo». Ma non ci si ferma qui. «Occorre sempre tenere alta l'attenzione e comunicare con l'opinione pubblica sul ruolo ancora fondamentale - oserei dire - oggi ancora più fondamentale, che ricopre l'esercito», chiosa Laffranchini.