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Gli svizzeri sedotti da Widmer-Schlumpf. Il Ticino... nì
Gli svizzeri sedotti da Widmer-Schlumpf. Il Ticino... nì
Gli svizzeri sedotti da Widmer-Schlumpf. Il Ticino... nì
Redazione
10 anni fa
Un sondaggio premia l'ex ministra come la figura più influente della campagna. Economiesuisse si divide

Respinta con quasi il 60% dei No: la Riforma III dell’imposizione fiscale delle imprese è stata letteralmente affossata dal popolo svizzero. Un raro ‘schiaffo’ al Consiglio federale che sottolinea l’inefficacia della campagna portata avanti dal fronte del Sì, che ha molto probabilmente sottovalutato quello dei contrari.

L’esito delle urne, stando a quanto riferito già domenica dal Blick, ha spinto molti associati di Economiesuisse a criticare apertamente la presidente della Direzione generale Monika Rühl e il presidente Heinz Karrer: “Competenti, ma certo non dei trascinatori di folle”. Il consigliere nazionale UDC Alois Gmür è stato ancora più lapidario: “Economiesuisse ha semplicemente aperto il portafogli per una campagna invisibile e senza risultati”.

Già, perché in questa votazione sono state ben altre le figure che sono riuscite a convincere la popolazione. Un sondaggio di Tamedia al quale hanno preso parte 16'000 aventi diritto di voto ha infatti evidenziato una figura chiave che ha fatto propendere per il No. A sorpresa (?) non è stato il presidente del PS nazionale Christian Levrat (citato dal 14% degli interpellati) bensì l’ex consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf. Il 31% degli interpellati l’ha infatti ritenuta la figura più convincente dell’intera campagna.

Al secondo posto il Partito liberale radicale (20%) e il consigliere federale Ueli Maurer (15%). “Svizzera sedotta da Widmer-Schlumpf”, titola infatti la “Tribune de Genève”. Metà del nostro Cantone, invece, sembra aver resistito alle sue ‘avances’…

Uno degli argomenti principali dei favorevoli alla Riforma (“Il No causerà la fuga di numerosi imprese”) è stato invece ritenuto credibile da un interpellato su 5. Il 34% degli interpellati ha ritenuto possibile la partenza di qualche multinazionale, ma più della metà di loro ha comunque bocciato la Riforma.

(Foto: Tribune de Genève)

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