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Ticino
Gli svizzeri non partono più (di nuovo)
Immagine Shutterstock
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Daniele Coroneo
5 anni fa
Le nuove regole introdotte da Berna per proteggere la Svizzera dall’ondata in corso e soprattutto dalla variante Omicron sono tornate a colpire duramente le agenzie di viaggio, che solo pochi mesi fa avevano cessato di ricevere aiuti pubblici

L’ondata che stiamo vivendo, la comparsa della variante Omicron e le misure che sono state ordinate per affrontarle stanno scombussolando i piani di chi avrebbe voluto partire per un viaggio all’estero. Non erano pochi i ticinesi pronti a salire su treni e aerei per godersi qualche giorno al di fuori dei confini della Confederazione, come conferma a Ticinonews Sandro Fabretto, titolare dell’agenzia viaggi Gateway Tours di Lugano: “Avevamo una buona richiesta per le vacanze di Natale e Capodanno. Tutt’a un tratto, però, c’è stata una frenata molto brusca”.

A tentoni
Il rallentamento repentino nelle prenotazioni è giunto con l’annuncio della scoperta della variante Omicron e delle relative, immediate misure, che hanno determinato un “ritorno alla situazione di un anno e mezzo fa”. Per Fabretto, Berna non ha affrontato in maniera saggia la questione: “Mi sembra che la Svizzera abbia reagito di pancia”, valuta il titolare di agenzia viaggi. Inoltre, “se prima la lista dei Paesi a rischio veniva aggiornata ogni decina di giorni, con questa nuova variante, improvvisamente, la lista (che molto di recente era stata reintrodotta dopo una revoca di alcuni mesi, ndr) veniva modificata di giorno in giorno, aggiungendo di fatto tutti i Paesi che dichiaravano di avere scoperto dei casi di Omicron”.

Tamponi ulteriore fattore negativo
Lo scorso venerdì, Berna ha stralciato la lista dei Paesi a rischio, ma al contempo ha inasprito le regole di ingresso (o rientro) in Svizzera per tutti, vaccinati inclusi: regioni confinanti a parte, da ieri tutti coloro che entrano nella Confederazione devono sottoporsi a due tamponi, di cui almeno il primo deve essere Pcr. Un bel problema per chi stava valutando di partire qualche giorno all’estero e di riflesso per le agenzie di viaggio: “Se il test effettuato prima del rientro è positivo, ci si deve mettere in quarantena nel Paese in cui ci si trova, magari si è pure trasferiti in una struttura apposita decisa dalle autorità locali. In ogni caso – aggiunge Fabretto – a proprie spese”.

Ritorno agli aiuti?
Il calo della domanda è così inevitabile, così come, di conseguenza, quello delle entrate. Ancora una volta, il settore accusa i colpi della pandemia. “In questo momento ancora non si parla di nuovi aiuti finanziari nei nostri confronti, successivi a quelli che erano giunti fino alla metà del corrente anno”, spiega Fabretto, che però avverte: “Se questa situazione dovesse perdurare, lo Stato dovrà tornare a intervenire”.

Ma i ticinesi volevano andare in vacanza questo Natale?
Per le strade di Lugano, Ticinonews ha chiesto qualche parere alle persone incontrate. Le nuove misure le hanno scoraggiate dal partire per l’estero? Fra chi condivide la scelta del Consiglio federale e chi non è invogliato a viaggiare anche a causa del peggioramento della situazione pandemica, i ticinesi che resteranno a casa per passare un Natale in famiglia sembrano davvero essere la maggioranza.

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