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Ticino
“Gli studenti come faranno a studiare?”
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
6 anni fa
I granconsiglieri Ay e Ferrari chiedono al Consiglio di Stato di intervenire a tutela degli studenti colpiti dalla chiusura delle biblioteche

Continuano a far discutere le chiusure imposte dal Consiglio federale. Bar, ristoranti, ma anche istituzioni culturali. E su queste, sulle biblioteche in particolare, punta un’interpellanza dei due granconsiglieri comunisti Massimiliano Ay e Lea Ferrari. Dopo la protesta della Gioventù Comunista, anche i deputati del PC chiedono che si trovi una soluzione per le biblioteche.

“Non entriamo nel merito delle contraddizioni di tali misure: biblioteche chiuse, piste da sci aperte, industria non essenziale a pieno regime, ma non possiamo non segnalare come si tratti di una decisione problematica soprattutto per molti studenti che stanno affrontando un percorso accademico, nella misura in cui il mese di gennaio è risaputo essere periodo di esami universitari che non ci risulta siano stati posticipati”, scrivono in un’interpellanza al Consiglio di Stato.

Le questioni sono le medesime sollevate dalla sezione giovanile del partito: “Non tutti gli studenti, in particolare coloro di origine sociale meno agiata, vivono in condizioni favorevoli allo studio e al lavoro autonomo. Le biblioteche non sono poi un banale deposito di libri, bensì spesso principalmente un luogo di studio che sopperisce alle mancanze di quegli studenti che non hanno il privilegio di vivere in case spaziose e tranquille e non hanno a disposizione il materiale necessario per approfondire le materie d’esame. Le biblioteche sono poi anche una fonte di reddito per molti studenti che necessitano di un lavoro per mantenersi agli studi”.

Queste le domande al Consigli di Stato:
1. Il Cantone può chiedere una deroga alla Confederazione affinché strutture come biblioteche e aule di studio restino a disposizione almeno degli studenti e del personale universitario – naturalmente nel rispetto delle misure sanitarie (numero massimo di persone all’interno, mascherine obbligatorie e distanziamento fisico) anche nel corso del prossimo mese?
2. Nelle università d’Oltralpe buona parte del personale bibliotecario è composto di studenti. Quanti sono gli studenti-lavoratori in questo ambito nelle strutture bibliotecarie e culturali ticinesi? E’ previsto un indennizzo per le entrate mancate a causa della impossibilità di lavorare di queste particoli figure?

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