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Ticino
Gli stranieri hanno vita facile al Tribunale federale? Non proprio
Gli stranieri hanno vita facile al Tribunale federale? Non proprio
Gli stranieri hanno vita facile al Tribunale federale? Non proprio
Redazione
8 anni fa
Meno del 10% dei ricorsi contro revoche o mancati rinnovi di permessi B o C vengono accolti. In Ticino va poco meglio...

Il 2017 è stato un anno da record per il Tribunale federale (TF). Il volume degli affari trattati ha infatti toccato 8'029 casi in entrata (contro i 7’743 dell’anno precedente), facendo registrare un nuovo primato. Rispetto al 2006, ultimo anno in cui fu in vigore la Legge federale sull’organizzazione giudiziaria, i casi in entrata sono aumentati di 736 unità, un dato che conferma come non si possa ancora parlare di un alleggerimento del carico di lavoro, obiettivo dichiarato della Legge sul Tribunale federale del 2007.

Stando ai dati presentati nel rapporto di gestione, i casi evasi sono stati 7’782 (contro i 7’811 dell’anno precedente), mentre la durata media dei procedimenti è stata di 144 giorni, 4 in più del 2016. Il record di casi in entrata ha toccato in particolare la Corte di diritto penale, la Seconda Corte di diritto civile e le due Corti di diritto pubblico, che si occupano anche di ricorsi in materia di cittadinanza e diritto degli stranieri, due temi molto spinosi che spesso hanno fatto discutere anche alle nostre latitudini.

Ma uno straniero ha davvero vita facile quando ricorre al TF? Per scoprirlo abbiamo spulciato i 451 casi in materia cittadinanza e diritto degli stranieri evasi nel 2017 dai giudici di Mon Repos.

Naturalizzazioni – Partiamo dai casi in materia di diritto di cittadinanza (ovvero i ricorsi sulle decisioni riguardanti le naturalizzazioni) evasi dalla Prima Corte di diritto pubblico. Dal 1. gennaio al 31 dicembre 2017 i giudici federali ne hanno evasi 21, accogliendone 2 e respingendo o dichiarando inammissibili gli altri 19, uno dei quali era stato presentato contro la decisione della Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) di non concedere la naturalizzazione agevolata a una cittadina tunisina domiciliata in Ticino. In sostanza, solo il 9,5% dei ricorsi presentati da cittadini stranieri in materia di naturalizzazioni è stato accolto.

Autorizzazioni di soggiorno – Il discorso non cambia se andiamo ad analizzare i 430 casi evasi dalla Seconda Corte di diritto pubblico, che si occupa di ricorsi presentati contro il diniego, la revoca o il mancato rinnovo di un permesso di dimora (B) o di domicilio (C), l'emanazione di un divieto d’entrata e delle detenzioni in vista di rinvio o detenzioni amministrative. Se consideriamo solo i 379 ricorsi riguardanti le autorizzazioni di soggiorno (e le richieste d’asilo), dalla banca dati del TF emerge che lo straniero ha ottenuto ragione solo nell’8,97% dei casi. In questa statistica sono compresi i 33 ricorsi accolti e un ricorso – respinto – presentato dalla SEM, che si era opposta alla concessione di un permesso di dimora a una madre boliviana e la sua bambina di 5 anni che vivevano in un mini appartamento di 17m².

Tra i casi più gravi approdati a Mon Repos lo scorso anno ricordiamo quello di un trafficante di cocaina con mezzo milione di franchi di debiti mentre tra quelli più curiosi troviamo la vicenda di un cittadino serbo che aveva sposato una cittadina elvetica per poter beneficiare di un permesso B nonostante avesse da più di un anno una fidanzata in Serbia. Galeotto, in quel caso, fu uno status di Facebook che consentì alle autorità (e alla moglie tradita) di scoprire l’inganno.

I ricorsi presentati dal Ticino sono stati invece 29, il 10,34% dei quali (ovvero 3) è stato accolto. Anche in questo caso i dati sono in linea con quelli nazionali. Tra i casi ‘ticinesi’ più spinosi troviamo quello di un cittadino italiano che ha perso il permesso di soggiorno causa recapito fittizio e quello di una madre e di suo figlio, entrambi allontanati a causa della loro dipendenza dalla pubblica assistenza (vedi articoli suggeriti).

Infine, se uniamo i 379 casi trattati dalla Prima Corte di diritto pubblico ai 21 della Seconda Corte notiamo che la percentuale dei ricorsi accolti (37) si attesta al 9,25%.

nic

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