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Ticino
"Gli slogan non bastano: Prima i nostri, ma seriamente!"
"Gli slogan non bastano: Prima i nostri, ma seriamente!"
"Gli slogan non bastano: Prima i nostri, ma seriamente!"
Redazione
10 anni fa
Parla il Comitato a sostegno del controprogetto: "Proponiamo atti concreti e realizzabili in tempi brevi"

Ha avuto luogo oggi la conferenza stampa del Comitato a sostegno del controprogetto all’iniziativa “Prima i nostri”. I copresidenti del Comitato – Fabio Bacchetta Cattori (PPD), Alex Farinelli (PLR), Germano Mattei (MontagnaViva) e Giancarlo Seitz (Lega dei ticinesi) – hanno spiegato come "la soluzione parlamentare introduca concretamente il concetto di preferenza indigena migliorando e rendendo applicabile quanto proposto con l’iniziativa popolare".

L’iniziativa in votazione chiede una modifica della Costituzione cantonale secondo i princìpi dell’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa” e "ha come obiettivo quello di trovare una soluzione urgente per il Ticino, secondo i princìpi di “preferenza indigena” e “complementarità professionale”, in attesa delle misure previste a livello federale".

"Un’iniziativa dai giusti obiettivi, ma irrealizzabile - fanno notare i copresidenti - Per questo è importante seguire la strada del controprogetto".

"Il controprogetto all’iniziativa è una soluzione più concreta per raggiungere degli obiettivi condivisi anche dal gruppo di sostegno. Il controprogetto ha il merito di tradurre gli intenti degli iniziativisti in fatti concreti e realizzabili in tempi brevi. Inoltre, il controprogetto è una soluzione adeguata al contesto federale e mira a rafforzare l’impegno nelle relazioni esterne del Cantone, per ottenere risultati immediati e non mettere in discussione il proficuo lavoro di promozione del modello ticinese di una clausola di salvaguardia “bottom-up”. Un modello concreto ed efficace basti dire che se fosse in vigore già da due anni il Ticino avrebbe potuto applicare la preferenza indigena!"

Il Comitatio ritiene che l’iniziativa in quanto tale rischia di rimanere "l’ennesima proposta declamatoria, dal nome accattivante, ma dalla scarsa portata pratica, in quanto – è stato confermato da una perizia del prof. Giovanni Biaggini dell’Università di Zurigo – gli obiettivi dell’iniziativa non potranno mai essere raggiunti".

"I recenti sviluppi a livello federale, con la commissione del Consiglio Nazionale che ha sostenuto in pratica il modello ti clausola di salvaguardia proposto dal Ticino (comprensivo dei frontalieri), ci mostrano che la via del controprogetto è quella giusta", concludono i copresidenti del Comitato.

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