
Tre scivoloni in tre giorni. Non c'è che dire, Lisa Bosia Mirra, deputata socialista, durante l'ultima sessione parlamentare non le ha certo mandate a dire. E fin qui nulla di strano, si potrebbe commentare. Del resto, che lo scontro politico a volte dimentichi l'eleganza, non è questa grande novità nel nostro bel cantone. Ma Lisa Bosia Mirra i suoi sfoghi e le sue parole forti le ha affidate direttamente a Facebook, facendo saltare la mosca al naso a ben più di un collega. Persino a quelli del suo stesso partito.
Verba volant scripta manent, del resto. A partire dalle firme autografe di alcuni colleghi ad un'iniziativa parlamentare che la gran consigliera PS ha pubblicato sul proprio profilo. "Questa è una violazione della privacy bella e buona", hanno tuonato alcuni. Non soltanto la questione è stata segnalata all'Ufficio Presidenziale: la capogruppo socialista Pelin Kandemir Bordoli si è scusata con i parlamentari coinvolti. E la faccenda rischia di non chiudersi qui. Alcuni, come la democentrista Lara Filippini, stanno valutando la possibilità di denunciare la signora Bosia Mirra.
Il secondo post al vetriolo in ordine temporale riguardava i capogruppo di PLR e Lega, rispettivamente Alex Farinelli e Daniele Caverzasio. Accusati di… metterla in quel posto agli elettori. Il resto lo tralasciamo. Caverzasio, contattato al telefono dai colleghi di TeleTicino, si è limitato a commentare ironicamente: "Visto lo spessore, speriamo che la candidino per il Municipio di Mendrisio come già fatto nel 2013".
E veniamo al post numero tre. Questa volta dedicato alla leghista Sabrina Aldi, rea di averle chiesto se intendeva firmare un'iniziativa per migliorare la protezione degli animali." Gli animali sì, le persone no", ha commentato. "A gente così auguro lo strazio di raccogliere il cadavere del proprio figlio annegato".
I vertici del PS si limitano a confermare che ne discuteranno al loro interno. Ma certo è che gli altri partiti l'aspettano al varco. Attendono pazientemente il dibattito su un atto parlamentare che chiede di inasprire le pene per le istituzioni che abusano dei social utilizzando termini poco consoni. Ironia della sorte: Lisa Bosia Mirra è la relatrice.
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