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L'intervista
Gli scenari del dopo Vitta: «Ora i giochi si riaprono, ci sarà competizione»
Redazione
5 ore fa
Come l'annuncio del consigliere di Stato e direttore del DFE di non ripresentarsi alle prossime elezioni cantonali può cambiare le carte in tavola? Ne abbiamo parlato con il politologo Oscar Mazzoleni che commenta i possibili orizzonti della politica ticinese

«Adesso i giochi si riaprono perché quando un consigliere di Stato si ripresenta le sue chances sono molto elevate, questo riduce la competizione all'interno della lista. In questo caso invece si apre la competizione e ci saranno diversi aspiranti». Così il politologo Oscar Mazzoleni analizza i possibili scenari in ambito politico dopo l'annuncio fatto da Christian Vitta, consigliere di Stato e direttore del DFE, di non ripresentarsi alle prossime elezioni cantonali del 2027. «A oggi non c'è un candidato o una candidata che in qualche modo può sbaragliare da subito il campo e quindi per il partito adesso si apre un percorso che attirerà l'attenzione dei media e degli altri partiti, come già vediamo sta già succedendo». Anche perché questo è un momento particolare, come rileva Mazzoleni: «I partiti ticinesi iniziano a pensare alle prossime elezioni cantonali, a immaginare e organizzare le liste individuando potenziali candidati».

La possibilità di un raddoppio?

Si è anche parlato della possibilità di un raddoppio del PLR. Il fatto che un uscente come Christian Vitta non si ricandida cambia molto l'eventualità di un raddoppio? «Diciamo che in ballo ci sono almeno due importanti variabili: la prima è che cosa faranno Lega e UDC, se effettivamente faranno un'intesa per il Consiglio di Stato. La seconda è quanto il PLR riuscirà a mobilitare la base, a suscitare aspirazioni, a creare una competizione sana, non distruttiva tra i potenziali candidati, così da suscitare anche un interesse esterno, perché questo vuol dire panachage, vuol dire voti dall'esterno, oltre che voti all'interno. Quindi questi due fattori saranno decisivi per capire le potenzialità del PLR l'anno prossimo».

Gli equilibri dei partiti

Il nuovo scenario potrebbe cambiare molto anche negli equilibri degli altri partiti, prosegue il politologo. «Sulla questione dei dicasteri, dei diversi dipartimenti, sicuramente si aprono ambizioni nuove rispetto a ieri». Anche se Mazzoleni ritiene che sarà anzitutto una questione tra Lega e UDC, insomma, il centrodestra. «Questi partiti potrebbero essere spinti magari più a un accordo che a un non accordo, questo secondo me sarà lo scenario più probabile. Visto anche che un PLR così può essere in qualche modo più temibile, soprattutto se sceglie candidati forti che possono diventare un problema nel centrodestra».