
Se questo inverno dovesse mancare la corrente elettrica, evidentemente le strutture più sensibili per la vita delle persone sono quelle che dovranno essere tutelate maggiormente. Ma cosa succede negli ospedali? Come si stanno preparando per mettersi al riparo da un inverno con il rischio di penuria energetica? “Abbiamo preso le nostre misure: le parti delle strutture che sono alimentate a gas verranno gradualmente sostituite. Abbiamo dei piani di emergenza sia a livello elettrico sia di riserve di gasolio”, ha spiegato da noi interpellato Francesco Volonté, direttore sanitario della Clinica Sant’Anna.
"Prima di staccare un respiratore si staccherà l’illuminazione inutile"
Lavori di preparazione che serviranno nel caso di emergenza incontrollata, perché chiaramente a meno di una situazione fuori controllo, le autorità non staccheranno la corrente agli ospedali: “ Penso che prima di staccare un respiratore si tenda a staccare un’illuminazione inutile, una sauna, un lampione”, concorda Volonté. Ma anche le strutture sanitarie stanno rivalutando, come tutti, i loro consumi: “Girando tra i corridoi ci si rende conto che di sera certe luci sono accese e potrebbero essere spente. L’illuminazione dei posteggi, magari diminuire di 1°C il riscaldamento di certe sale non utilizzate. Le piccole manovre che possono portare a grandi risultati possono essere fatte a livello di un’economia domestica, come a quello di una struttura ospedaliera”.
"Non siamo preoccupati"
Non sembra esserci dunque nulla da temere: “Il livello di preoccupazione è estremamente basso. L’attenzione e quello che possiamo fare nel nostro piccolo, lo stiamo facendo tutti. Penso che per questo inverno, lo dico in tutta onestà, si possa stare tranquilli”, conclude Volonté.

