
Il tariffario medico che attribuisce un punteggio per ogni prestazione ambulatoriale (Tarmed) recentemente rivisto al ribasso da Berna starebbe già causando non pochi problemi finanziari. Il ribasso, ricordiamo, era stato giustificato per limitare i ‘salari faraonici’ percepiti da alcuni medici.
Stando a quanto rivelato oggi dal Caffè l’Ente ospedaliero (Eoc) è in difficoltà e, sfrutterà la possibilità di chiedere al Cantone di fissare un valore più alto. “Da anni l’Ente ha un valore tariffale tra i più bassi in Svizzera, qualcosa dovevamo fare per coprire i costi. Il nuovo Tarmed ci crea difficoltà", ha spiegato al domenicale il direttore Giorgio Pellanda. "Il problema è non riuscire a coprire tutte le spese".
"Queste modifiche non favoriranno gli interventi in ambulatorio, visto che in certi casi un medico rischia di rimetterci, di sostenere più costi rispetto a ciò che incassa", ha spiegato la dottoressa Daniela Soldati, del CdA della clinica Santa Chiara di Locarno. “Se prima alcune prestazioni non le fatturavamo, ad esempio la telefonata di un parente, ora non lasceremo perdere più niente, neanche un minuto di consultazione".
Per la classe medica il taglio deciso dal ministro socialista della sanità Alain Berset proprio non è andato giù alla classe medica e c’è già chi è passato all’azione: i chirurghi della mano di tredici centri privati del Canton Ginevra hanno infatti già indetto uno sciopero.
Per l’organizzazione degli ospedali, pubblici e privati H+ la soluzione sarebbe introdurre il metodo dei forfait anche per le cure ambulatoriali.
Tutti i dettagli nell’edizione odierna de Il Caffé
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