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Ticino
Gli italiani sono più veloci? Sembra di sì
Redazione
13 anni fa
Stesso sentiero, due cartelli, uno italiano e uno svizzero. Con forti differenze dei tempi di percorrenza. Perché?

“Noi italiani siamo più veloci di voi svizzeri!”. Con questa battuta semischerzosa, il membro di un gruppetto plurinazionale di escursionisti che si apprestava a salire sul Monte Generoso ha commentato una curiosa postazione di cartelli. Nello stesso identico luogo, sullo stesso palo, si trovano infatti sia i cartelli svizzeri che quelli italiani. E i tempi indicati da quelli italiani sono sempre e comunque più veloci. Se uno svizzero deve calcolare tre ore per raggiungere la vetta del Generoso, a un italiano ne bastano due e mezza. Se lo svizzero impiegherà 35 minuti per arrivare a Scudellate, all’italiano ne bastano 30. E così via. Certo, si tratta di tempi indicativi di sentieri, non di precisissimi orari ferroviari. Ma una differenza di mezz’ora su una camminata di tre ore è pur sempre notevole. Che gli italiani siano davvero più veloci di noi svizzeri a salire sulle montagne? E come si calcolano i tempi di percorrenza dei sentieri? L’abbiamo chiesto a un esperto. “Il sistema di calcolo svizzero, che è uniforme su tutto il territorio nazionale, si basa su una formula matematica che prende in considerazione la pendenza e la lunghezza del sentiero” spiega Nicola Barudoni, responsabile tecnico dell’Associazione Ticinese per i Sentieri Escursionistici. “Il terreno viene rilevato in digitale, poi si traccia la linea del sentiero e si calcola il tempo di percorrenza.” I tempi medi di percorrenza, in Svizzera, sono calcolati su una persona di 50-60 anni. Sono quindi tempi fin troppo abbondanti per i camminatori più veloci. “Sì è voluto concedere un certo agio, anche per motivi di sicurezza” prosegue Barudoni. “Se per esempio una persona vuole percorrere un certo sentiero prima che cali la notte, è meglio che consideri una durata di percorso più abbondante piuttosto che trovarsi poi in difficoltà nel rispettare i tempi previsti. E poi, diciamocelo, dà comunque una certa soddisfazione giungere a destinazione più in fretta di quanto dicano i cartelli…” In Italia, invece, il sistema di calcolo varia da regione a regione ed è di tipo manuale. “In pratica una persona percorre il sentiero e valuta i tempi necessari per la camminata” aggiunge Barudoni. “Per questo, se per esempio il tempo è stato calcolato da un 30enne, è facile che vi siano differenze anche di un certo peso tra le indicazioni svizzere e quelle italiane. Nella Penisola differenze si riscontrano anche tra le regioni, visto che ognuna di esse gestisce i sentieri autonomamente. Da noi invece il sistema di calcolo è uniforme su tutto il territorio: per cui se una persona nota che impiega sempre solo i tre quarti del tempo previsto, può poi farne le dovute proporzioni."E nel caso la matematica dovesse mostrare delle falle, nessun problema. "L'escursionista svizzero è molto pignolo" termina Barudoni. "Se nota dei tempi di percorrenza errati, ce lo segnala subito. Per cui si può dire che la rete, pur calcolata da un computer, resta sempre sotto il controllo umano."AS

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