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Ticino
Gli industriali votano così
Redazione
12 anni fa
L'AITI fornisce le sue raccomandazioni di voto per il 28 settembre

Votazione cantonale del 28 settembre 2014: l'AITI dice SÌ alla partecipazione del Ticino a Expo 2015 e NO all'iniziativa sulla scuola.

"Rinunciare alla possibilità di far partecipare il cantone Ticino all’Esposizione universale di Milano, che si terrà dal 1° maggio al 31 ottobre 2015, nell’ambito della partecipazione della Confederazione a Expo 2015, così come propone il referendum che si oppone al Decreto legislativo concernente lo stanziamento di un credito complessivo di 3'500'000.- franchi, sarebbe una scelta sbagliata e controproducente" scrive l'AITI in un comunicato odierno.

"Oltre al fatto che i soldi non verranno spesi in Italia, ma investiti quasi totalmente in Svizzera e in Ticino, i crediti necessari al nostro Cantone per essere presente a Expo 2015, già ridotti nel frattempo a 2,2 milioni di franchi, rispondono alla volontà di presentarsi uniti a fianco della Svizzera" proseguono gli industriali. "Rappresentando per cultura, ma anche per tradizioni, nonché per lingua, una componente imprescindibile della Confederazione non avrebbe inoltre senso per il Ticino non essere presente con la Svizzera a una manifestazione distante appena 50 chilometri dal confine."

"Con un numero di visitatori atteso di 20 milioni provenienti per l’75% dall’Italia - Nazione che rappresenta il secondo partner commerciale del nostro Paese - Expo 2015 può inoltre essere a medio e lungo termine una vetrina importante per il nostro turismo e per la nostra economia" aggiunge l'AITI. "A Expo 2015 saranno inoltre presenti numerosi paesi ospiti, partner commerciali importanti della Svizzera e del cantone Ticino."

L’Associazione industrie ticinesi (AITI) si dice invece contraria all’iniziativa «Per la modifica della legge sulla scuola dell’infanzia e sulla scuola elementare» lanciata dal sindacato VPOD, "poiché gran parte delle richieste sono già state considerate, attuate o parzialmente realizzate, senza contare che solo la riduzione del numero di allievi per classe richiesti dall’iniziativa costerebbe 16 milioni l’anno per la sola gestione corrente, quando negli ultimi anni si sono già investiti una ventina di milioni per migliorare la scuola primaria."

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