
La Società svizzera impresari costruttori fa un bilancio delle due settimane di riapertura e chiede: “Gli enti pubblici costruiscano di più”I cantieri, dopo un mese di stop, sono riaperti da ormai due settimane. Per questo la sezione ticinese della Società svizzera degli impresari costruttori ha cercato di fare un primo bilancio, lodando l’impegno delle aziende nel rispettare quanto più possibile le nuove norme di lavoro e sottolineando l’importanza di continuare su questa linea. La crisi del coronavirus, però, avrà delle conseguenze anche per l’edilizia, così la SSIC ha deciso alcune misure di sostegno dei propri iscritti. Sta quindi lavorando per abbassare la tassa sociale, ma anche l’aliquota della Cassa di compensazione assenze della SSIC per i prossimi tre anni e chiederà di ridurre i contributi legati al pensionamento anticipato. Vi è poi la SUVA, che rinuncerà ai premi dell’assicurazione infortuni per il periodo di chiusura. Infine è stato chiesto al Dipartimento delle istituzioni di scontare le imposte di circolazione per le settimane in cui i mezzi non sono stati utilizzati.
Maggiori costi dei cantieriVi sono poi degli aspetti più delicati. Le nuove norme di distanziamento sociale causano maggiori costi sui cantieri e allungano i tempi di consegna, spiegano gli impresari, per questo la SSIC sta cercando un riconoscimento statale di questa situazione, così che fare delle raccomandazioni di ricalcolo delle offerte sia per i committenti pubblici che per quelli privati.
I valichi“In relazione alla progressiva ripresa delle attività, da subito ci si è attivati a più riprese per segnalare la necessità di riaprire i valichi secondari”, si legge nella nota. In questo senso, però, la SSIC ricorda come la gestione dei flussi doganali sia di “competenza federale ed eventuali aperture devono essere coordinate con gli altri Stati”.
Contratto collettivoPer quanto riguarda il contratto collettivo, gli impresari vorrebbero vedersi concesse delle deroghe per il 2020. Così hanno avviato discussioni con i sindacati, in particolare per anticipare le vacanze collettive al periodo di cri, rivedere i calendari aziendali e prevedere il lavoro per alcuni sabati senza un supplemento salariale. “Al momento”, si legge, “vista l’incomprensibile intransigenza della controparte sindacale, sono in corso alcune verifiche sottoposte al Collegio arbitrale della Commissione Paritetica Cantonale. Purtroppo, non abbiamo grandi speranze di ottenere un minimo e apprezzabile risultato dalle trattative con i sindacati”.
La richiesta allo StatoIl comunicato stampa della SSIC si conclude poi con una esplicita richiesta allo Stato, un suggerimento per superare la crisi. “In questo contesto, la nostra associazione si aspetta dagli enti pubblici uno sforzo anticiclico per garantire nel tempo una buona quota di investimenti soprattutto nell’edilizia. Fondamentale sarà anticipare il più possibile gli interventi di risanamento e ristrutturazione dei numerosi edifici pubblici che si trovano in cattivo stato (scuole, ospedali, case per anziani, ecc.). Solo così sarà possibile scongiurare numerosi licenziamenti o fallimenti aziendali anche nel settore ticinese della costruzione”.
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