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Ticino
"Gli imprenditori italiani fanno bene al Ticino"
"Gli imprenditori italiani fanno bene al Ticino"
"Gli imprenditori italiani fanno bene al Ticino"
Redazione
9 anni fa
Il presidente di Confartigianato Varese boccia la nuova Legge sulle commesse pubbliche. "Sono sorpreso"

Dopo le critiche provenienti dal Nord delle Alpi, sia da parte della Commissione della concorrenza (COMCO) che da Economiesuisse, ora la nuova Legge sulle commesse pubbliche approvata lunedì dal Gran Consiglio ticinese viene attaccata pure da sud.

Più precisamente dal presidente di Confartigianato Imprese Varese Davide Galli (nella foto), che in un'intervista a Varesenews afferma di essere rimasto "quantomeno sorpreso" dalla decisione ticinese, "anche alla luce dei numerosi incontri di questi mesi tra rappresentanti politici italiani ed elvetici".

La nuova legge, infatti, esclude le aziende italiane dai concorsi per gli appalti pubblici di valore inferiore agli 8,7 milioni di franchi per le commesse edili e ai 350'000 franchi per le forniture di merce e le prestazioni di servizio.

"Ci pareva di aver colto, dalle dichiarazioni rilasciate a margine, una sintonia e una reciprocità che purtroppo non riscontriamo nell’azione legislativa cantonale" afferma Galli. "Che dire? Mancanza di trasparenza o eccesso di cordialità a dispetto di fatti concreti?"

"Per quanto ci riguarda, crediamo che l’azione del Canton Ticino rischi di sortire effetti negativi, alla lunga, sia sugli enti pubblici che sui consumatori" prosegue il varesino. "Ragiono da imprenditore, e da imprenditore dico che la concorrenza è garanzia di qualità e professionalità, l’assenza di concorrenza può invece indurre le imprese a contrarre costi ed efficacia."

Un rischio "che non vorremmo veder correre ai nostri concittadini e che speriamo non arrivino a correre neppure quelli residenti in Canton Ticino" aggiunge Galli.

"Le italiane saranno pure viste come aziende sporche (inteso come inquinanti) e cattive (poco responsabili), come declinato nelle maglie della legge" dichiara ancora Galli. "Noi sosteniamo il contrario, basandosi sulle evidenze dei fatti e dei comportamenti dei nostri imprenditori e non su gratuiti pregiudizi. Ma quello che è sotto gli occhi di tutti, è che in questi anni la presenza di imprenditori italiani sul mercato ticinese ha stimolato le imprese svizzere nel diventare ancor più competitive, a beneficio di enti pubblici e cittadini. Mi auguro, lo ripeto, che le cose non cambino… Ma noi non siamo certi che il tutto si tradurrà in una vittoria per l’economia e l’occupazione."

Galli si oppone quindi alle "discriminazioni generalizzate per nazionalizzazione o localizzazione", sostenendo che sarebbe invece meglio scegliere le aziende cui affidare gli appalti in base a requisiti selettivi, "non solo per prezzo ma per qualità, garanzia tecnica e professionalità e poi ancora per continuità ed operativa prossimità territoriale dell’impresa."

In tal senso il presidente di Confartigianato ha già redatto una lettera che nelle prossime ore verrà inviata a tutti i sindaci della provincia di Varese, ai rappresentanti varesini in Regione Lombardia e ai rappresentanti in Parlamento.

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