
Nello spazio di pochi giorni sono state inoltrate quattro interrogazioni parlamentari sulla tematica dell'acquisto e del possesso di armi in Ticino. Il caso del 19enne, accusato di voler pianificare una strage alla Commercio e nella cui abitazione sono state ritrovate una ventina di armi, solleva più di un interrogativo. "Com'è possibile che il giovane possedere un fucile d'assalto AK-47?" è per esempio una delle domande che pone la deputata PPD Sabrina Gendotti (vedi articoli suggeriti).
In attesa delle risposte del Governo, La Regione ha sentito il titolare del negozio per articoli di caccia e pesca a Bellinzona dove alcuni giorni fa il ragazzo ha acquistato 150 munizioni, 100 delle quali per la Parabellum, un'arma usata dall'esercito elvetico che ora non è più in produzione. "Gli ho chiesto cosa ci facesse con la Parabellum" racconta il gerente al giornale sopracenerino. "Mi ha detto che l'aveva ereditata dal nonno e andava a sparare allo stand di tiro".
Il gerente ha proceduto con le verifiche, chiedendo un documento di identità e facendo firmare un foglio con i suoi dati personali. Il giovane non era un cliente abituale, era la prima volta che faceva acquisti in quel negozio. "Mi è sembrato un ragazzo posato, uno a posto".
Infine, sempre secondo il foglio bellinzonese, la maggior parte delle armi detenute dal ragazzo era ereditata.
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