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Ticino
Gli editoriali: ha vinto la Lega
Gli editoriali: ha vinto la Lega
Gli editoriali: ha vinto la Lega
Redazione
10 anni fa
I tre quotidiani ticinesi sottolineano l'avanzata leghista. E su Pantani: "Forse ha sbagliato le sue mosse?"

La conferma degli equilibri nei Municipi dei principali centri del Cantone e l'avanzata generale della Lega dei Ticinesi sono al centro degli editoriali dei quotidiani ticinesi di oggi.

"Risultati che pesano"

"Dalle urne risultati che pesano" titola il direttore del Corriere del Ticino, Fabio Pontiggia, il quale esordisce sottolineando che "la Lega dei Ticinesi vince anche le elezioni comunali", mentre "il Partito liberale radicale soffre."

Pontiggia evidenzia poi l'alta partecipazione al voto, "una netta e inattesa, almeno in questa misura, inversione di tendenza".

"Sbugiardata la tesi disfattista"

Un "successo della politica" che il direttore del CdT spiega con due motivi: "a) il cittadino non si è lasciato trascinare dalla spirale del negativismo civico che invece fa breccia sui social network e nei discorsi da bar: la tesi disfattista secondo cui sarebbe inutile andare a votare "tanto fanno sempre quello che vogliono" è stata sbugiardata (...); b) l'introduzione del voto per corrispondenza anche sul piano locale non solo non ha guastato, ma al contrario sembra aver fatto bene al senso civico, alla voglia di partecipare."

Molto significativo, secondo Pontiggia, è pure il successo della scheda senza intestazione, che a seconda dei Comuni ha raccolto tra il 15 e il 25%, segno di "una consolidata indipendenza dai partiti".

"La Lega mette radici"

"In questo contesto", l'avanzata della Lega assume una rilevanza ancora maggiore, scrive Pontiggia. "Piacerà ad una parte del Paese, dispiacerà all'altra, ma è un dato di fatto. Il partito fondato da Bignasca e Maspoli non solo regge, ma mette radici sempre più profonde nei Comuni."

"Il PLR ha fatto bene a non proclamare vittorie"

Per quanto riguarda Lugano, Pontiggia ritiene che i risultati abbiano premiato "il lavoro serio ed efficace sul fronte dei conti pubblici" di Foletti e Borradori, mentre il PLR "deve masticare amaro e leccarsi qualche ferita." Anche altrove, fatte salve poche eccezioni, i liberali radicali non hanno brillato. "Il vertice del partito ha avuto ieri il buon senso di non proclamare vittorie di fronte alle sconfitte, come invece ci aveva abituati nelle ultime tornate elettorali." Non vi è invece una chiara tendenza di fondo, secondo Pontiggia, per quanto riguarda PPD e PS, che alternano risultati positivi ad altri negativi.

"Il Ticino ha votato e vota molto: 2011, 2012, 2013, 2015, 2016 e 2017" conclude Pontiggia. "Esami - e che esami - a ripetizione. La rilevanza dei successi e delle sconfitte è direttamente proporzionale alla eccezionale frequenza delle chiamate alle urne in questo turbolento decennio. Per questo i risultati di ieri pesano. Molto."

"Quanto tutti cantano vittoria"

L'editoriale del Giornale del Popolo, firmato dal vicedirettore Gianmaria Pusterla, è invece intitolato "Quando tutti cantano vittoria".

Pusterla esordisce scrivendo che cercare di dare una valenza cantonale alle elezioni comunali è "l'analisi più complicata da fare", visto che "ogni realtà comunale presenta caratteristiche quasi uniche."

"Due denominatori comuni"

Nei risultati di ieri ci sono però "un paio di comune denominatori", ovvero l'aumento della partecipazione al voto in quasi tutti i Comuni da una parte, e "la normalizzazione della Lega" dall'altra. "Se sino a ieri sera i successi ottenuti dal movimento alle cantonali e alle federali non trovavano analogo riscontro al momento della verifica nei Comuni, da ieri, appunto, il peso della Lega lo si può misurare anche all'interno dei Municipi" scrive Pusterla.

Per PPD e PLR "si è trattato di un voto di stabilità", secondo il vicedirettore del GdP, così come per il PS. Ma per quest'ultimo partito, conclude Pusterla, il confronto elettorale più importante sarà quello che si disputerà tra 12 mesi, ossia il voto della "grande Bellinzona".

"La Lega progredisce a scapito del PLR"

"Lega più capillare" titola infine il direttore de La Regione Matteo Caratti, sottolineando anche lui l'avanzata della Lega. "Una progressione avvenuta a spese di tutti i partiti tradizionali, ma molto di più del PLR: sui 24 seggi da lei guadagnati, 21 li ha sottratti ai liberali (6 alla sinistra, 4 al PPD)" scrive Caratti.

"Chiasso, forse Pantani ha sbagliato?"

Sulla sfida di Chiasso, il direttore de La Regione considera "un colpo di scena" che la storica maggioranza abbia retto all'attacco della leghista Roberta Pantani. "Come mai chi entrato papa (papessa) in conclave è uscito (per ora) cardinale?"

"Forse perché un sindaco dev'essere un uomo (o una donna) di unione, anziché di divisione?" si chiede Caratti. "La recente querela penale della Pantani contro alcuni esponenti politici a lei avversi quanto ha forse pesato?"

"Oggi ne sapremo di più"

Dopo due parole su Lugano, Locarno e Mendrisio, Caratti conclude ricordando che "i trend in corso verranno però meglio capiti oggi coi risultati dai consigli comunali", che potrebbero riservare delle sorprese. "A bocce ferme ne sapremo di più!"

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