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Ticino
"Gli asilanti sono grandi lavoratori"
"Gli asilanti sono grandi lavoratori"
"Gli asilanti sono grandi lavoratori"
Redazione
10 anni fa
INTERVISTA al nuovo sindaco di Lavizzara Gabriele Dazio, tra incentivi per le famiglie, viabilità e migranti

Dopo 12 anni di esperienza passati nell’Esecutivo di Lavizzara, Gabriele Dazio è subentrato lo scorso aprile al sindaco uscente Michele Rotanzi. Un cambiamento di ruolo che gli ha portato maggiori impegni, ma anche grandi soddisfazioni nella conduzione del comune all'estremo nord della Vallemaggia. Con la fusione avvenuta nel 2004 - che ha unito i comuni di Broglio, Brontallo, Fusio, Menzonio, Peccia e Prato-Sornico - Lavizzara conta oggi poco meno di 600 abitanti. E tra le sfide che il comune più esteso del Ticino (187 kmq) si trova ad affrontare, è come attirare potenziali abitanti, oltre che sempre nuovi turisti. 

Signor Dazio, come è stato il passaggio da municipale a sindaco, e com’è il rapporto con i suoi colleghi?

Sono molto contento. 12 anni come municipale hanno di certo aiutato a gettare delle buone basi. Ora l’impegno è cambiato parecchio. Ci sono più rappresentanze e riunioni a livello dell’intera Vallemaggia. Quel che aiuta è che i rapporti con i colleghi sono molto buoni, anche con i due nuovi municipali. Ognuno è responsabile di almeno una frazione, per cui siamo al corrente di quanto succede in tutto il comune di Lavizzara. È una ripartizione che funziona.

Quali sono i progetti prioritari da realizzare nella prossima legislatura?

Sicuramente completare il nuovo acquedotto di Peccia e Menzonio, che si trova nella fase conclusiva. Poi c’è la valorizzazione del nucleo di Fusio. In discussione ci sono poi sempre le varie iniziative da promuovere per attirare sempre più gente nel comune. 

Proprio pochi mesi fa il comune ha promosso incentivi per le famiglie (100 franchi al mese per ogni figlio fino alla quinta elementare). A che punto si è con il progetto?

Il Consiglio comunale ne ha approvato il principio, ora stiamo elaborando un regolamento per affinare i paletti. Il nostro obiettivo è che il Legislativo possa esprimersi sul tema entro l’autunno, in modo da poter introdurre gli incentivi a inizio del 2017.

Quali altre idee state portando avanti per popolare la valle?

Stiamo pensando di creare nuovi posti di lavoro, per esempio legati alla nuova microcentrale di Tomeo oppure in collaborazione con altri enti. Ma non è così facile da concretizzare nell’immediato. Discussioni a proposito sono sempre aperte.

Secondo lei il Cantone potrebbe fare di più per le regioni di montagna?

Si, spesso ci sentiamo penalizzati. Un’idea potrebbe essere quella di abbassare le tasse per chi abita nelle zone più discoste in alta Valle. Un’altra idea potrebbe essere quella di promuovere la banda larga. Molte persone mi dicono che si trasferirebbero volentieri nel comune se ci fosse la possibilità di lavorare più velocemente da casa. Potrebbe essere un primo passo. Anche perché i tempi si allungano per raggiungere Locarno. Negli ultimi decenni sono comparsi numerosi cartelli che limitano la velocità in Vallemaggia e l'aumento del traffico di certo non aiuta per giungere a destinazione in orario. 

A breve verrà inaugurata la nuova galleria della Bavorca, cosa che permetterà al comune di essere accessibile anche durante i mesi invernali in caso di valanghe.

Si, da questo punto di vista dobbiamo ringraziare il Cantone per l'ottimo lavoro svolto. Siamo soddisfatti. L’inaugurazione è prevista il prossimo 17 settembre e probabilmente non resteremo più isolati il prossimo inverno. Ma il grande sogno resta un’apertura verso nord. Un progetto di cui se ne parla dagli anni ’50, ma che è sempre rimasto nel cassetto. Un tunnel ferroviario che ci unisce alla Leventina permetterebbe di raggiungere più velocemente la Svizzera tedesca, ma attualmente non penso ci siano le risorse necessarie per avviare un’opera del genere. Magari le future generazioni avranno l'occasione di veder completata l'opera. 

Abbordiamo ora la questione dei richiedenti l’asilo. Una quarantina sta soggiornando nel centro di Pian di Peccia e lo scorso febbraio alcuni di loro hanno tentato la “fuga” verso Bellinzona per protestare contro le condizioni climatiche sfavorevoli, come il freddo e la neve. Si sono ripetuti altri episodi del genere?

No, forse perché ora il tempo è anche migliorato. Naturalmente per loro è un gran cambiamento, ma si sono velocemente adattati. Devo dire che i rapporti con loro sono ottimi. Sono molto rispettosi e dei grandi lavoratori. Li impieghiamo per lavori di pubblica utilità del comune e del patriziato, come per esempio tagliare l’erba oppure per la pulizia dei pascoli. Finora non si sono registrati episodi spiacevoli e la convivenza funziona.

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