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Ticino
"Gli asilanti lavorino almeno al 50%"
"Gli asilanti lavorino almeno al 50%"
"Gli asilanti lavorino almeno al 50%"
Redazione
10 anni fa
Boris Bignasca chiede inoltre di imporre ai richiedenti l'asilo un coprifuoco dopo le ore 21

Gli asilanti devono essere coinvolti per almeno il 50% del normale tempo di lavoro in opere di pubblica utilità a favore dei Comuni, della Protezione civile e di altri enti.

Inoltre deve essere loro imposto un coprifuoco dopo le ore 21.

Sono le due richieste che il deputato della Lega Boris Bignasca pone al Consiglio di Stato tramite un'interrogazione parlamentare odierna.

Asilanti: almeno il 50% del tempo impiegato in lavori socialmente utili a vantaggio della comunità

"Il Cantone Ticino è confrontato con un elevato flusso di richiedenti l’asilo" spiega Bignasca nel suo atto parlamentare. "Nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di giovani uomini in buona salute che giungono nel nostro paese per ragioni economiche. La presenza di questi ospiti sul nostro territorio, provoca seri problemi di sicurezza. Innumerevoli sono i casi di asilanti che, spesso sotto l’effetto di alcol e droghe, commettono reati: dallo spaccio ad altri reati. Vicende poco edificanti che generano forte insicurezza nella popolazione. Non è dunque improprio parlare di una vera e propria “emergenza asilanti”: sia a livello di ingressi, sia di spese (costano alla Confederazione più di un miliardo l’anno), che di sicurezza."

"Inoltre, nella cittadinanza desta scalpore che gli asilanti viaggino sui mezzi pubblici a spese dei contribuenti, anche a tarda sera e senza alcun controllo" prosegue il leghista. "Non è nemmeno raro osservare asilanti sostare presso le stazioni ferroviarie, in modalità “botellon”."

"A generare ulteriori e serie perplessità sono le modalità in cui è regolata la vita quotidiana degli asilanti" scrive ancora Bignasca nell'interrogazione. "Essi passano le loro giornate principalmente senza compiere alcun tipo di attività, ricevendo per contro innumerevoli e svariati servizi finanziati dalla collettività. Coinvolgerli in lavori volontari, non retribuiti, di pubblica utilità, a favore dei Comuni e della Protezione Civile, sarebbe decisamente auspicabile, rispetto al trascorrere le giornate all’insegna dell’ozio. Si tratterebbe anche di un ottimo modo per esprimere gratitudine per il paese che li ospita. Le mansioni in cui gli asilanti potrebbero rendersi utili sono innumerevoli: pulizia di sentieri e boschi, sgombero neve, operazioni di nettezza urbana…"

"Alla luce delle problematiche descritte e ritenendo che delle misure incisive vadano prese al più presto", Boris Bingasca chiede quindi al Consiglio di Stato di mettere in atto tutti gli strumenti a disposizione per dare seguito alle sue due richieste.

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