Ticino
“Gli anziani hanno sofferto per le limitazioni”
un anno fa
Presentati ieri a Bellinzona i risultati di uno studio che ha coinvolto 800 anziani per sapere come hanno vissuto le restrizioni legate alla pandemia

Come hanno vissuto gli anziani ticinesi le misure anti-Covid 19 introdotte dalle nostre autorità cantonali e federali quando è esplosa la pandemia? Alcuni l’hanno definita sofferenza necessaria, altri a malincuore hanno affermato di aver rispettato le misure imposte e di averle affrontate con filosofia. Ma c’è anche chi si è lamentato per l’impossibilità di avere contatti, di vedere e toccare i figli o di non aver potuto fare la spesa e andare al ristorante. Tutto ciò è emerso dallo studio “Dignità sociale, anziani e COVID-19”, realizzato dalla Supsi in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro su mandato del Consiglio degli Anziani del Cantone Ticino. Un sondaggio che ha coinvolto 800 anziani (non sono invece stati interpellati quelli delle case di riposo).

Stando al questionario è stata la comunicazione a far sorgere delle perplessità e pure delle proteste. Secondo la presidente del Consiglio degli anziani del Canton Ticino, Maria Luisa Delcò, “le parole colpiscono più dei fatti, nel senso che la dignità degli anziani è stata intaccata”. Anziani che si sono sentiti discriminati anche per le misure adottate, anche se in molti casi a prevalere è stata la resilienza. La presentazione di questa inchiesta, avvenuta stamane a Bellinzona, è stata impreziosita dai contributi di filosofi, geriatri, giornalisti e medici esperti.

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