
Le rotte, le cifre, i rischi. Briefing di Norman Gobbi sull’allarme migratorio. Il consigliere di Stato ha mostrato agli alti graduati ticinesi dell’esercito la situazione attuale in vista del possibile afflusso in massa di rifugiati, nel corso dell’estate, alla porta sud della Svizzera. Lo ha fatto stamattina a Mendrisio nel corso dell’assemblea generale della Società ticinese degli ufficiali, l’ultima per il comandante di corpo André Blattmann che tra meno di un anno lascerà la carica. Chi sarà il nuovo capo dell’esercito svizzero? Un compito delicato quello che deve affrontare la commissione cerca, nella quale siede anche Gobbi: "Mi sto impiegando per promuovere l'italianità anche tra le alte sfere dell'esercito. Staremo a vedere. Noi stiamo elaborando un triage, per i ticinesi sarebbe una gradita prima volta a capo dell'esercito..."
Torniamo a quella che potrebbe essere l’ultima priorità sul campo del mandato di Blattmann, la crisi migratoria. Il Governo chiama e gli ufficiali rispondono presente. L’esercito è pronto ad assistere le Guardie di confine e la Polizia nel corso dell’emergenza che potrebbe verificarsi quest’estate. Blattmann: "Il nostro impiego sarà sussidiario. Entreranno in gioco dappria gli uomini della Polizia Militare, poi i militari di ferma continuata, i soldati che saranno chiamati eccezionalmente ad assolvere in luglio e agosto i corsi rip... e spero che basti, altrimenti dovremo far scattare la mobilitazione".
Intanto l’esercito si appresta ad affrontare un futuro nuovo, nei compiti e nell’organizzazione con la nuova riforma, la seconda in poco più di 10 anni, minacciata però da un referendum. Riforma che secondo Blattmann, è uno dei punti irrinunciabili per mantenere un esercito forte: "Due aspetti sono prioritari. Il primo è far capire alla popolazione quali sono i compiti dell'esercito e lo si può fare mostrando la realtà internazionale (migrazione, terrorismo, ecc.). Il secondo è la necessità di procedere con l'ulteriore riforma dell'esercito".
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