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Ticino
Gli albergatori chiedono aiuto al Cantone
Foto CdT/Gabriele Putzu
Foto CdT/Gabriele Putzu
Filippo Suessli
6 anni fa
Hotelleriesuisse Ticino teme che numerose strutture decideranno di tenere chiuso fino a Pasqua e rinviare gli investimenti. Al Consiglio di Stato chiedono un piano di aiuti urgente

L’estate, con il Ticino preso d’assalto dai turisti, sembrava aver fatto scordare gli incubi della prima ondata agli albergatori. Ora, però, le paure per il settore sono tornate. Gli alberghi non hanno dovuto chiudere, ma le cose vanno male. A dirlo è Hotelleriesuisse Ticino. Mancano i pernottamenti e la “chiusura di ristoranti e bar a partire dal 22 dicembre 2020, ha oltretutto ristretto il campo d’azione dell’albergheria, infatti abbiamo assistito, praticamente in contemporanea all’annuncio, ad un’ondata di annullazioni per chi prevedeva di trascorrere gli ultimi giorni di questo anno 2020 in Ticino”, si legge in una lettera aperta inviata oggi al Consiglio di Stato.

Licenziamenti e chiusure prolungate

Oltre all’accoglienza turistica, che scarseggia, quella destinata a fiere, eventi e convegni è del tutto assente ormai da febbraio. Per questo Hotelleriesuisse lancia l’allarme: “Non sono da escludere un aumento dei licenziamenti ed eventuali chiusure prolungate di strutture ricettive”. Chi potrà, si legge, terrà chiuso fino a Pasqua, con conseguenze ovvie sui posti di lavoro. Sono circa 12mila le persone impiegate nell’accoglienza in Ticino, un settore che genera il 10% del prodotto interno lordo.

Mancati investimenti

Oltre ai posti di lavoro, a preoccupare sono gli investimenti. Probabilmente molte strutture dovranno rimandare i rinnovamenti, “causando quindi mancati introiti anche per tutti quegli artigiani locali che sono soliti lavorare per i nostri alberghi”.

Aiuti subito

“Per queste ragioni e per far fronte alla forte assenza di liquidità a causa di un turismo molto flebile”, scrivono gli albergatori, “e per far fronte ai vari costi che incombono sulle strutture ricettive, costi che vanno dal pagamento al 100 % degli oneri sociali, agli affitti e agli oneri bancari, siamo costretti a chiedere un piano di aiuti imminente al Governo Cantonale, questo per permettere alle strutture alberghiere di far fronte ai propri costi fissi entro il mese di marzo 2021 e, soprattutto, di mantenere in attività quel personale che abbiamo contribuito a formare per i nostri alberghi e che oggi si ritrova smarrito, senza certezze per il futuro”.

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