
Si è risolto con il ritiro della denuncia la vertenza tra due agenti della polizia comunale di Bellinzona e il deputato MPS Matteo Pronzini, accusato di averli offesi verbalmente durante una manifestazione organizzata per la giornata internazionale della donna lo scorso 8 marzo. Episodio che era stato pure al centro di un'interpellanza inoltrata dal consigliere comunale PLR Fabio Käppeli al Municipio (vedi articoli suggeriti).
Come rende noto il Movimento per il socialismo (MPS) in una nota, nell'ambito della procedura di conciliazione, avvenuta ieri 28 maggio, il deputato si è scusato "se le sue parole hanno potuto essere interpretate in modo offensivo", ribadendo di "non aver mai voluto mancare di rispetto ai due agenti". "La vertenza, con il ritiro della denuncia, si è così risolta" scrive l'MPS, che stigmatizza tuttavia il clima creatosi attorno alla vicenda.
"Il coordinamento dell’MPS non può non ribadire come in questa vertenza vi siano stati atteggiamenti politici ed amministrativi assolutamente condannabili" si legge nella nota. "Rimane assolutamente sospetta la tempistica con la quale un’interpellanza del PLRT (Käppeli) in consiglio comunale anticipava di qualche giorno l’inoltro della denuncia dei due poliziotti. Una commistione (non certo nuova) tra potere politico e potere amministrativo-poliziesco assolutamente inaccettabile".
"Da notare poi" aggiunge il movimento, "l’assoluta inadeguatezza del comando della polizia comunale di Bellinzona che, di fatto, ha permesso che circolasse un rapporto di polizia (quello stilato dai due poliziotti) che menzionava per esteso il nome del minore coinvolto (ndr. Pronzini era intervenuto in difesa del bambino colto a scrivere uno slogan a carattere sportivo sul muro dell'ufficio postale). Nome che è poi stato ripreso anche su qualche social network. Alla faccia della riservatezza che la Polizia dovrebbe garantire in questi casi. È vergognoso che un Municipio, per di più diretto da un ex-magistrato, possa permettere che queste cose accadano senza alcuna reazione!"
Il comunicato si conclude con una stoccata al PLRT: "Non saranno le fetenti manovre del PLRT di Bellinzona, dei suoi tirapiedi – in particolare quelli alla testa di settori dell’amministrazione comunale – a intimorirci o a farci desistere dalle nostre battaglie politiche (da quella sul futuro dell’Officina a quella del grande imbroglio che si è consumato ai danni del sistema pensionistico del personale della città). Combatteremo contro questo clima di intimidazione politica che ormai regge tutte le istituzioni del comune. Cambiano le maggioranze politiche, ma i metodi sono sempre gli stessi".
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