
Il Consiglio di Stato ha risposto negli scorsi giorni all'interrogazione del 18 giugno scorso del deputato leghista Fabio Badasci, che aveva affermato la sua contrarietà rispetto alla decisione di concedere un congedo pagato di tre ore ai funzionari statali e ai docenti che avevano partecipato alla donazione di sangue presso il Palazzo delle Orsoline (vedi articolo suggerito). In questo senso Badasci chiedeva se non fosse stato più sensato procedere con aiuti finanziari "a chi la sensibilizzazione verso la popolazione la fa quotidianamente sul terreno come i Samaritani o con una campagna pubblicitaria mirata e rinunciare a proposte discutibili come questa".
Nella risposta il Governo ricorda a Badasci e cofirmatari (Omar Balli, Bruno Buzzini, Felice Campana, Michele Foletti, Ivano Lurati) che a seguito della mozione di Simone Ghisla del 21 settembre 2015, la Commissione speciale sanitaria aveva invitato il Consiglio di Stato a organizzare, tramite la Fondazione Servizio Trasfusionale CRS della Svizzera Italiana e durante l’ultima sessione di Gran Consiglio prima dell’estate, una donazione di sangue a Palazzo delle Orsoline indirizzata ai membri del Parlamento e del Consiglio di Stato, nonché ai dipendenti dello Stato.
Lo stesso Consiglio di Stato, "nello spirito della mozione e del relativo rapporto commissionale" – in cui l’invito a partecipare all’iniziativa è stato esteso al personale dello Stato - "ha ritenuto utile sostenere come datore di lavoro tale azione con un provvedimento puntuale, circoscritto ed eccezionale, riconoscendo ai dipendenti dell’Amministrazione Cantonale un congedo pagato" e ritiene di aver agito "in modo consono e coerente allo spirito della Mozione".
Per quanto attiene al sostegno ad interventi d’informazione indirizzati alla popolazione, il Governo rileva che i servizi trasfusionali sono un’attività demandata a livello nazionale alla Croce Rossa e per i quali sono già organizzate delle azioni di sensibilizzazione.
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