
La mole di lavoro cresce e la giustizia è a rischio intasamento. Così la massima autorità giudiziaria intervenuta come da tradizione in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario. Parole forti che tracciano un bilancio in chiaroscuro dei 12 mesi appena trascorsi. “Tutte le camere del Tribunale d’appello sono sotto pressione” ha tuonato il presidente Matteo Cassina, che al ministro della giustizia ha rinnovato l’urgenza di una decisione celere circa il potenziamento del Tribunale penale cantonale attraverso 4 cancellieri.
Il messaggio sul potenziamento del Tribunale penale è quasi pronto, ha spiegato il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi. Il tema potrebbe quindi giungere sui banchi del Gran Consiglio già a settembre.
Ma non si tratta del solo correttivo su cui la politica si dovrà chinare. A lamentare un eccessivo carico di lavoro negli scorsi giorni con una lettera inviata al DI sono stati anche i giudici dei provvedimenti coercitivi ridotti - per volontà popolare - da 4 a 3.
Quanto alla crescente mole di lavoro, secondo il ministro della Giustizia occorre un cambio di mentalità e di procedure, perché l’obiettivo è chiaro: fare di più con le stesse risorse.
“Non è stato un anno tranquillo", ha aggiunto Cassina che, sull'annunciata riorganizzazione del Tribunale d’appello, sperava in un passo avanti “che non c’è stato”. Aspettative disattese anche sul fronte nomina dei magistrati e dei giudici del tribunale d’appello. L’appello di Cassina questa volta è rivolto alla politica in generale: “Le richieste di chiarezza sulle modalità di nomina - ha detto Cassina - sono rimaste lettera morta”.
Infine sul dossier logistica il ministro della Giustizia ha ribadito l’intenzione di arrivarne a una entro un anno. La tempistica è confermata.
Tutti i dettagli con le interviste al ministro Norman Gobbi e al presidente del Tribunale d’appello Matteo Cassina nei servizi allegati di Teleticino.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

