
Lo stato dei lavori di Giustizia 2018, il progetto di riforma dell'organizzazione giudiziaria del Canton Ticino, è stato presentato oggi in conferenza stampa a Bellinzona dal direttore delle Istituzioni Norman Gobbi, promotore del progetto, dal Consulente giuridico del Consiglio di Stato e rappresentante del Gruppo di studio Giustizia 2018 Guido Corti e dal Direttore della Divisione della giustizia Giorgio Battaglioni.
In una sala particolarmente gremita, dove vi erano anche alcuni deputati, si è venuto a scoprire il punto della situazione del progetto di rinnovamento della giustizia ticinese.
"La riforma era necessaria" ha sottolineato Gobbi. "Le basi della struttura giudiziaria ticinese risalgono a 100 anni fa, quando il mio bisnonno faceva lo spazzaneve a cavallo."
"Finalmente, dopo molte critiche, molte delle quali più personali che oggettive, si è giunti a un risultato positivo, benché intermedio" gli ha fatto eco Corti.
Avviato nel 2011 dalla Direzione del Dipartimento delle istituzioni, il progetto ha l'obiettivo di dotare il Cantone di un apparato giudiziario moderno, efficace ed efficiente. A un gruppo di studio interno all’Amministrazione cantonale è stato quindi assegnato il compito di presentare un documento contenente le possibili riorganizzazioni da apportare per perseguire nel lungo termine gli obiettivi di efficienza ed efficacia.
Il documento finale è stato condiviso con un’ottantina di autorità giudiziarie che hanno posizione in merito. Il Consiglio di Stato ha tenuto conto delle richieste emerse nella procedura di consultazione e nel luglio del 2013, coinvolgendo gli addetti ai lavori, ha creato quattro gruppi di lavoro per approfondire i temi prioritari: Preture e Autorità regionali di protezione, Giudicature di pace, Tribunale di appello e Competenze in materia di contravvenzioni tra Ministero pubblico e autorità amministrative.
Per quel che concerne il progetto Preture, l’Esecutivo cantonale ha licenziato il 23 dicembre 2014 il messaggio sul Rapporto in materia di protezione del minore e dell’adulto e proposte legislative per la riorganizzazione del settore richiesto dal Gran Consiglio. Ora compete al Parlamento esprimersi in merito.
Di recente il Governo ha inoltre formalmente preso atto del lavoro degli altri tre gruppi di lavoro, le cui conclusioni non si discostano molto da quanto inizialmente proposto dal gruppo di studio che ha elaborato il rapporto preliminare. Il Consiglio di Stato ha quindi dato il via libera per la redazione dei messaggi governativi che tengano conto degli indirizzi strategici esposti dai gruppi Tribunale d’appello e Giudicature di pace e ha pure autorizzato gli approfondimenti logistici, finanziari e di risorse umane per il progetto Competenze in materia di contravvenzioni.
Nel frattempo il Governo ha anche deciso la costituzione di tre ulteriori gruppi di lavoro per analizzare e approfondire altre importanti tematiche riguardanti il potere giudiziario: l’organizzazione del Ministero pubblico sarà affrontata dal gruppo coordinato dal procuratore generale John Noseda, l’unificazione delle Autorità penali di prima istanza sarà invece trattata dal gruppo coordinato dal giudice d’appello Mauro Mini e infine la Legge sugli onorari dei magistrati sarà oggetto di revisione totale da parte del gruppo coordinato dal giudice d’appello Andrea Pedroli.
Il Consiglio di Stato ha inoltre ritenuto opportuno condividere con le magistrature permanenti la proposta del gruppo di studio, che ha trovato adesione dal gruppo di lavoro del Tribunale d’appello, di dotare la magistratura dell’autonomia gestionale e amministrativa. In questi giorni, il Dipartimento delle istituzioni si farà quindi promotore di una procedura di consultazione su questo tema.
Il "cantiere" della riforma giudiziaria è in pieno corso e il termine ottimale per concluderlo, come preannuncia il nome stesso, è il 2018, che coincide con l'inizio dei rinnovi delle cariche delle autorità giudiziarie.
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